Gli assessori si fanno causa e l’incarico va all’avvocato

26 Maggio 2016

Il contenzioso da 20 mila euro per la testata sferrata da De Martinis a Vaccaro Ora la giunta affida un caso al legale del politico colpito e scoppia la polemica

MONTESILVANO. In una seduta di giunta, senza il sindaco Francesco Maragno e senza altri due assessori, è stato affidato un incarico da 3.500 euro a un avvocato. Tutto quasi normale se non fosse per un dettaglio: l’incarico è stato affidato dal vicesindaco Ottavio De Martinis e dagli altri 4 assessori presenti a un avvocato di una persona che ha fatto causa proprio allo stesso De Martinis e chiedendogli 20 mila euro di danni. E per sapere chi è questa persona non bisogna allontanarsi dal Comune: è in corso un contenzioso civile tra De Martinis e l’assessore Fabio Vaccaro, adesso compagni di giunta ma nemici nel 2013 quando De Martinis gli sferrò una testata in municipio e lo mandò in ospedale.

Una scivolata della giunta Maragno? Se così fosse, non sarebbe la prima e proprio sullo stesso caso giudiziario: sulla base di una segnalazione della finanza, il Comune vuole chiedere indietro una cifra tra 80 e 90 mila euro all’ex dirigente Bellafronte Taraborrelli, ma siccome il caso è di competenza della Corte dei Conti serve un avvocato abilitato. Così, la giunta, dopo la rinuncia di un primo avvocato senza titolo, aveva scelto Leo Brocchi ma l’ex assessore, per evitare incompatibilità, ha rinunciato. E allora è stato necessario scegliere un altro sostituto: la scelta è ricaduta su Giancarlo D’Angelo, difensore di Vaccaro nel procedimento contro De Martinis. La nomina, «ravvisata l’urgenza di provvedere», è passata con il sì di De Martinis, Valter Cozzi, Ernesto De Vincentiis, Paolo Cilli e Maria Rosaria Parlione; assenti Vaccaro, Deborah Comardi e il sindaco.

Una nomina contestata tanto che, ieri, se ne è parlato anche durante una riunione della commissione Vigilanza. «Su sollecitazione di diversi consiglieri, di maggioranza e minoranza», spiega il consigliere Anthony Aliano, presidente della commissione, «abbiamo approfondito ogni profilo inerente la paradossale nomina per l’ente dell’avvocato di Vaccaro nel processo contro De Martinis, riscontrando che la medesima sia stata frutto di una disattenzione che, semmai, cela una preoccupante superficialità. Amministrare una città», dice Aliano, «richiede massima attenzione, competenza in materia giuridica e lungimiranza. Un errore, perché di questo si tratta, che rischia di porre in cattiva luce l’opera proficua dei consiglieri e della nuova classe politica che ogni giorno dedicano, con passione, tempo della propria vita per il bene della città».

Se c’è stato un errore, la nomina dell’avvocato di Vaccaro dovrebbe essere revocata, ma una dichiarazione Cozzi sembra allontanare l’ipotesi: «L’atto di nomina del nuovo avvocato è stato fatto nella piena e completa trasparenza ed era un atto tecnicamente necessario. Non a caso abbiamo convocato una seduta di giunta di urgenza. L’incarico», sottolinea Cozzi, «è stato affidato a una persona di comprovata professionalità, grande esperienza, in possesso dei requisiti necessari, esperta in materia e abilitata al patrocinio dinanzi alla Corte dei Conti. Si è trattato di un atto perfettamente regolare, nel rispetto della legalità. Ancora una volta assistiamo a una strumentalizzazione, fatta, senza successo, per cercare di gettare discredito su un’amministrazione che ha ampiamente dimostrato di perseguire gli interessi della collettività, nell’onestà e nella trasparenza».

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