Gli avvocati: la legge gli consente di poterli ottenere

2 Giugno 2020

TERAMO. Lo ripetono da mesi, da quando il momento è diventato sempre più vicino, e il caso è tornato ad imperare nei salotti televisivi. «La legge ora gli consente di chiederli visto che ha scontato...

TERAMO. Lo ripetono da mesi, da quando il momento è diventato sempre più vicino, e il caso è tornato ad imperare nei salotti televisivi. «La legge ora gli consente di chiederli visto che ha scontato la metà della pena, ma lui fino a questo momento non lo ha ancora fatto»: a parlare gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, legali di Parolisi insieme a Antonio Cozza, che lo hanno rappresentato sin dall’inizio della vicenda.
Dice Biscotti: «Non è stata fatta ancora nessuna richiesta. Parolisi ha scontato la metà della pena e la legge gli consente di chiedere al magistrato di sorveglianza dei permessi premio. Ma per il momento nulla è stato fatto».
Stessa cosa conferma l’avvocato Gentile. «Tecnicamente è nelle condizioni di poterli chiedere», dice il legale, «ma fino a questo momento non ho notizie di istanze presentate. Certo, se e quando deciderà di farlo, sarà il giudice di sorveglianza a decidere sentiti i pareri degli educatori, psicologi e direttore del carcere».
Nel 2017, dopo la Cassazione, l’ex caporal maggiore Salvatore Parolisi è comparso per l’ultima volta in un’aula di tribunale: quello dei minori di Napoli. In quella sede i giudici hanno respinto il ricorso presentato dall'ex militare che aveva chiesto di poter vedere la figlia dopo la revoca della potestà genitoriale della bambina che all’epoca dei fatti aveva 18 mesi e che, secondo i giudici, «quel giorno era in macchina, si spera addormentata».
La piccola da subito è stata affidata ai nonni materni che vivono nel Napoletano. Dopo il pronunciamento della Cassazione all'uomo è stata revocata la potestà genitoriale. Il tribunale dei minorenni non solo ha vietato incontri in carcere, ma ha anche sospeso ogni rapporto telefonico tra Parolisi e la piccola.
Telefonate inizialmente concesse dal tribunale teramano e successivamente confermate nella prima sentenza d'appello dei giudici dell’Aquila . «L'assoluta gravità dei comportamenti», si legge nel provvedimento dei magistrati partenopei, «fa escludere a questo collegio che Parolisi possa avere qualsiasi tipo di relazione e rapporto con la figlia».
E ancora: «Non vi è alcun dubbio sulla gravissima ed irreversibile pregiudizialità del comportamento posto in essere da Parolisi nei confronti della figlia».(d.p.)
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