Gli avvocati: «Non siamo stupiti, la ricerca della verità continua». D’Angelo annuncia ricorso
«Riteniamo ci siano stati comportamenti discutibili. In fatto di diritto amministrativo rapportato alle valutazioni del PM, ad esempio, non abbiamo condiviso che la politica abbia potuto prendere...
«Riteniamo ci siano stati comportamenti discutibili. In fatto di diritto amministrativo rapportato alle valutazioni del PM, ad esempio, non abbiamo condiviso che la politica abbia potuto prendere ordini dai dirigenti», spiega l’avvocato della famiglia Bonifazi, Alessandro Casoni. «Non sono comunque preoccupato, poiché certe persone potrebbero rivelarsi utilissime come testimoni. Non vedo il dramma dell’archiviazione perché non è pregiudicato nulla rispetto alla ricerca della verità di quanto accaduto a Rigopiano», conclude il legale che difende i parenti di Emanuele Bonifazi, receptionist del resort Rigopiano, una delle 29 vittime. «Né io dné i colleghi del mio team avevamo proposto opposizione all’archiviazione per alcuni indagati in quanto condividevamo e condividiamo sul punto le posizioni della Procura della Repubblica di Pescara», spiega l’avvocato Romolo Reboa, che assiste le famiglie di quattro vittime della tragedia. «Qualche perplessità l’abbiamo, viceversa, sul giudizio assolutorio formulato nei confronti dell’ex Presidente della Giunta regionale dell’Abruzzo, Luciano D'Alfonso, solo perché, avendo dichiarato formalmente lo stato di emergenza in data 12 gennaio 2017, avrebbe dovuto essere informato formalmente dal Sindaco di Farindola della situazione delle turbine nel Vestino». Decisamente più dura la posizione di Francesco D’Angelo, che a Rigopiano ha perso il fratello gemello Gabriele. «Farò ricorso a queste archiviazioni. Non accetto queste cose».

