Gli eroi della Brigata Majella a Bologna 70 anni dopo

Ennio Pantaleo e Arnaldo Ettorre, i due partigiani della Brigata abruzzese rimasti in vita, tornano nella città delle due torri per partecipare alla grande cerimonia dell'anniversario
PESCARA. Settanta anni fa, il 21 aprile del 1945, la città di Bologna veniva liberata dai tedeschi. Tra i primi ad entrare in città c'erano i ragazzi della Brigata Majella, formazione partigiana nata quasi due anni prima tra le montagne abruzzesi. E questa mattina alle celebrazioni del 70esimo anniversario c'erano ancora due di quei ragazzi che all'epoca avevano 15 e 19 anni: Ennio Pantaleo di Sulmona e Arnaldo Ettorre dell'Aquila. Ecco di seguito l'intervista a Ennio Pantaleo, che a Bologna tornò in seguito come carabiniere e trovò l'amore, la donna che è diventata sua moglie.
La cerimonia, assai toccante nel ricordo di un giorno storico, si è svolta in piazza Nettuno a pochi metri dalla sede del Municipio di palazzo D'Accursio, in piazza Maggiore, cuore del capoluogo emiliano, che venne liberato proprio dall'ingresso dei patrioti della Brigata Maiella.
Nicola Troilo, figlio del comandante della Brigata Maiella Ettore, che fu anche Prefetto di Milano subito dopo la guerra, ha ricordato il cammino dei patrioti abruzzesi verso Bologna, cominciando la lotta resistenziale contro l'invasore nazista in sole 400 persone ed arrivando nel capoluogo emiliano in millecinquecento. Un ricordo pieno di commozione e orgoglio per la fierezza e l'eroismo che distinsero gli uomini della Brigata Maiella. Presenti anche il Comune di Sulmona con il gonfalone e il presidente del consiglio comunale Franco Casciani e il presidente della Fondazione Brigata Majella Nicola Mattoscio oltre a una delegazione provinciale dello Spi Cgil dell'Aquila.
Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha espresso la gratitudine della Città per l'eroico impegno profuso dai patrioti abruzzesi nella Liberazione del capoluogo emiliano e per la rinnovata testimonianza di affetto offerta oggi alla Città di Bologna, commemorando quei giorni e confermando un legame profondo con i valori di libertà, giustizia e democrazia, per i quali si batterono, finanche al sacrificio della propria vita, quanti parteciparono alla lotta di Resistenza contro la dittatura fascista e contro l'invasore tedesco. A conclusione della giornata i rappresentanti istituzionali, i patrioti e i delegati dello Spi-Cgil hanno deposto un mazzo di fiori ai piedi del monumento che a Bologna ricorda la lotta ed il sacrificio dei patrioti della Brigata Maiella.
Claudio Lattanzio
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