Gli evasi traditi da fame e caldo: volevano raggiungere la spiaggia

19 Agosto 2021

La Questura rivela le fasi della cattura dei due evasi, braccati per 9 ore e trovati alle spalle di Nubiana Durante la fuga hanno chiesto mascherine ai passanti. Notati da un residente mentre mangiavano uva

PESCARA. Aspettavano che la polizia si allontanasse, che la pressione attorno alla zona del carcere si allentasse. E invece non è stato così. I due detenuti romeni evasi martedì mattina, hanno passato ore e ore in un canneto alle spalle del carcere, sotto al sole, aspettando il momento giusto per sparire. Quando hanno provato ad allontanarsi da lì, alle 18.40, sono stati accerchiati, inseguiti a piedi e braccati dalla polizia, che li ha catturati e arrestati per poi portarli in un altro carcere, a Vasto.
Sono Dante Cosentino e Davide Zaccone, alla guida rispettivamente di squadra mobile e squadra volante, a ripercorrere le oltre nove ore di ricerche dei due, Florin Covaciu e Denis Costel Strauneanu, di 23 e 24 anni, entrambi arrivati al carcere di Pescara da Roma, dopo l’arresto per rapina. Li hanno incastrati i poliziotti della Mobile e della Volante, dopo la segnalazione di un cittadino decisiva per spegnere l’allarme sulla doppia evasione, clamorosa anche per il precedente dell’11 luglio, quando un 21enne egiziano è fuggito dallo stesso punto del carcere di San Donato, approfittando dei limiti strutturali dell’edificio e della carenza di personale (per poi essere scovato in Puglia).
Sono le 9.15 quando dal carcere scatta l’allarme: un poliziotto della penitenziaria vede i due che scavalcano la recinzione, durante l’ora d’aria (mentre le telecamere registrano la scena). Tutte le forze dell’ordine vengono allertate, le prime pattuglie sono in zona in men che non si dica e li vedono ma la coppia svicola, corre veloce, si infila nel canneto, dopo aver chiesto indicazioni a un passante su come raggiungere il mare. Pensano di spostarsi a nord passando per la battigia, a piedi, di notte. Ma nel frattempo decidono di non muoversi dalla zona di San Donato perché vedono le auto e l’elicottero della polizia che presidiano l’area. Prima di infilarsi nella vegetazione provano a procurarsi delle mascherine dai residenti, per celare il volto. Passano ore e nel frattempo la polizia passa al setaccio anche le zone frequentate dai romeni e le strutture dove potrebbero aver trovato rifugio, compresi i b&b. Gli evasi restano acquattati nella vegetazione, ogni volta che tirano fuori la testa capiscono che sarebbe rischioso spingersi sulla strada. Poi, però, sfiniti dal caldo, raggiungono una tinozza piena di acqua, alle spalle dell’ex palestra Nubiana. Hanno bisogno di lavarsi, spiluccano dell’uva acerba, ed è allora che un residente della zona li vede, li riconosce (dalle foto diffuse dalla Procura) e contatta il 113, restando in collegamento con la polizia per dare indicazioni in tempo reale. Sette pattuglie della Volante cinturano la zona per impedirgli la fuga e costringerli a finire nelle mani della Mobile. I romeni fuggono, scavalcano le recinzioni di diversi edifici, con due agenti sempre alle spalle che non li mollano. In via lago di Vico stanno per superare un cancello, l’ultimo, che li porterebbe in un’area sterrata vicina alla ferrovia. Lì sarebbero salvi ma la trappola della polizia si chiude, la Mobile li blocca. Ora 18.40: fuga finita.