Gli ex sindaci: siamo sconcertati

Federico: «Dipende da chi comanda». Ranalli: «Il controllo spetta ai dirigenti»
SULMONA. Delusione mista a sconcerto per una vicenda che ha portato Sulmona sulle cronache nazionali per fatti che screditano una struttura pubblica e l’immagine di un’intera città.
Gli ultimi due sindaci che hanno amministrato prima dell’avvento di Annamaria Casini non fanno nulla per nascondere il proprio disappunto per quello che sta succedendo in Comune sul fronte dell’assenteismo.
«Durante il mio mandato sono stato chiaro con tutti i dipendenti», afferma Fabio Federico che ha governato per cinque anni ed è stato sfiduciato a pochissimi giorni dalla fine del mandato.
«Non importa se timbrate o non timbrate il cartellino, l’importante è che ognuno faccia il proprio dovere tenendo la città e i cittadini al primo posto. Ho potuto constatare che nei 5 anni della mia sindacatura i dipendenti hanno capito questo concetto e non ho mai registrato episodi di assenteismo».
«Dopo, invece», prosegue Federico, «ho notato un progressivo distacco da quelle che dovrebbero essere le motivazioni di un dipendente di un ente pubblico. Credo che il rispetto delle regole debba essere inculcato da chi comanda. E bisogna ricordare sempre che il sindaco è comunque responsabile di tutto quello che succede in Comune».
Dal canto suo Peppino Ranalli sottolinea la gravità del fenomeno. «Non avrei mai potuto immaginare una situazione così pesante», sottolinea l’ultimo sindaco rimasto in sella per circa metà mandato, «va tuttavia rimarcato che il controllo dei dipendenti spetta ai dirigenti. Sono loro i primi che devono verificare l’operatività di ogni singolo settore e la puntualità dei dipendenti sul luogo di lavoro. Di sicuro questa vicenda sconcerta per l’ampiezza del fenomeno ed è giusto che, qualora vengano accertate le responsabilità, arrivino le giuste punizioni per tutti quelli che hanno violato la legge, sia per quanto riguarda l’aspetto penale sia per quello contabile.
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