Gli imputati puntualizzano: «Legittime richieste dei creditori»
Sulla vicenda giudiziaria che coinvolge quattro persone per una presunta estorsione ai danni del titolare di un negozio di parrucchiere, fascicolo che è all’attenzione del gup, due dei diretti...
Sulla vicenda giudiziaria che coinvolge quattro persone per una presunta estorsione ai danni del titolare di un negozio di parrucchiere, fascicolo che è all’attenzione del gup, due dei diretti interessati, gli imputati Catia Columbaro e Alfredo Rozzi, decidono di anticipare le loro difese in vista dell'udienza fissata per l'11 marzo prossimo, dichiarandosi estranei alle pesanti accuse mosse dalla procura.
«I rapporti tra i sottoscritti e l’asserita vittima sono nati quando quest’ultima decideva di aprire la propria attività di parrucchiere accanto al centro estetico della Columbaro. I locali necessitavano di alcuni lavori di ristrutturazione per i quali il denunciante non ha mai versato il corrispettivo, accampando difficoltà economiche. Alle legittime richieste dei creditori di corrispondere quanto dovuto, il denunciante invece di saldare i propri debiti ha preferito rappresentare all'autorità inquirente pesanti accuse, immaginiamo nel disperato tentativo di sottrarsi alle proprie obbligazioni. Da parte nostra non ci sono mai state minacce, tantomeno di morte, né comportamenti illeciti».
Sta di fatto che la procura ha istruito un fascicolo, con indagini svolte dai carabinieri, a carico di quattro persone accusate a vario titolo di estorsione, falso e violenza privata, chiedendone il rinvio a giudizio. E ora sarà il gup a decidere se le accuse saranno idonee a reggere un processo. (m.cir.)
«I rapporti tra i sottoscritti e l’asserita vittima sono nati quando quest’ultima decideva di aprire la propria attività di parrucchiere accanto al centro estetico della Columbaro. I locali necessitavano di alcuni lavori di ristrutturazione per i quali il denunciante non ha mai versato il corrispettivo, accampando difficoltà economiche. Alle legittime richieste dei creditori di corrispondere quanto dovuto, il denunciante invece di saldare i propri debiti ha preferito rappresentare all'autorità inquirente pesanti accuse, immaginiamo nel disperato tentativo di sottrarsi alle proprie obbligazioni. Da parte nostra non ci sono mai state minacce, tantomeno di morte, né comportamenti illeciti».
Sta di fatto che la procura ha istruito un fascicolo, con indagini svolte dai carabinieri, a carico di quattro persone accusate a vario titolo di estorsione, falso e violenza privata, chiedendone il rinvio a giudizio. E ora sarà il gup a decidere se le accuse saranno idonee a reggere un processo. (m.cir.)

