Gli operai della Oma tornano al lavoro

6 Novembre 2019

Ufficiale l’esercizio provvisorio per tre mesi: ora si cerca l’acquirente. Esultano dipendenti e sindacati: «Risultato storico»

CASTIGLIONE A CASAURIA. Un sms inaspettato in mattinata e la conferma nel pomeriggio ai sindacati. Poi l’assemblea e la gioia dei lavoratori che tornano a sperare in un futuro concreto per l’azienda dichiarata fallita la settimana scorsa. Gli operai degli stabilimenti Oma di Castiglione e Tocco da oggi tornano al lavoro: prima in piccoli gruppi per sbrigare le procedure necessarie a riprendere la produzione, e a pieno organico nel giro di qualche giorno. Subito all’opera invece i lavoratori impiegati alla Solvay a Popoli, dove gli interventi di manutenzione sono più urgenti.
Per ora possono cantare quindi vittoria operai, sindacalisti e sindaci della Val Pescara, che lunedì mattina hanno manifestato davanti alla prefettura. La richiesta era solo una: ripensare la decisione di dichiarare il fallimento dell’azienda e avviare l’esercizio provvisorio. Questo significa continuare a produrre per soddisfare le commesse in corso. Proprio domani c’è un incontro con Nuovo Pignone, il committente principale, per discutere anche di eventuali nuove commesse per ridare slancio, e avvicinare un compratore che dia un futuro alla Oma.
«Il curatore fallimentare Roberto Costantini, che di fatto in questo momento rappresenta e gestisce l’azienda, ci ha ufficializzato che il giudice ha concesso l’esercizio provvisorio per tre mesi, eventualmente rinnovabile per altri tre mesi», riferisce Andrea De Lutis della Fiom-Cgil al termine dell’incontro di ieri con la curatela, «il suo obiettivo è rendere appetibile la fabbrica per un acquirente che possa dargli un futuro più solido: una cessione, se tutto va bene, che potrebbe concretizzarsi anche nel giro di un paio di mesi».
Il lavoro per la Oma c’è. E sembra anche l’interesse. Almeno due o tre, secondo quanto riferito ai sindacati ieri. «Intanto abbiamo raggiunto un risultato che non era affatto scontato», continua De Lutis, «perché la situazione era gravissima, e se oggi è stato scongiurato il fallimento dobbiamo ringraziare soprattutto il dottor Costantini».
«È un risultato eccezionale dal punto di vista sindacale», aggiunge Dorato Di Camillo della Fim-Cisl, «la mobilitazione del sindacato e dei lavoratori ha permesso di riaprire una fabbrica che di fatto era chiusa, e dove si stava perdendo la speranza. Da questo punto di vista quanto accaduto con la Oma credo sia un risultato storico per il nostro territorio», dice ancora Di Camillo, «ora bisogna restare vigili e continuare a impegnarsi affinché si completi il miracolo, e questi stabilimenti abbiano un futuro concreto».
All’incontro tra curatela e sindacati, sempre nel pomeriggio di ieri, è seguita un’assemblea con i lavoratori, che hanno accolto con entusiasmo la conferma della notizia dell’esercizio provvisorio, che era circolata già in mattinata. Da qui a quindici giorni, sarà fissata una nuova riunione con il curatore per fare il punto della situazione.
«Adesso», dichiara Mauro Febbo, assessore regionale alle Attività produttive, «bisogna perseguire sulla strada già avviata, in modo che l’azienda possa essere rilevata da altri gruppi industriali: ci sono almeno due manifestazioni di interesse da parte di aziende ben strutturate sul mercato. La vertenza sarà lunga, difficile e piena di ostacoli da superare, anche di natura giuridica e giudiziale: come Regione», chiosa Febbo, «faremo la nostra parte».
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