Gli sfollati: noi, dimenticati in albergo

Quattordici persone, tra cui 4 bambini e anziani, alloggiano negli hotel dal 4 luglio 2017. L’appello di una madre al Comune
PESCARA. «Siamo stati dimenticati in albergo». Dieci famiglie sfollate da via Lago di Borgiano, il prossimo 4 luglio festeggeranno due anni in hotel, lontano dalle loro abitazioni di Villa del Fuoco, fatte sgomberare e murate dal Comune e dall’Ater, per motivi di sicurezza. Dovevano restare fuori casa «non più di tre mesi», per alcuni ne sono passati 24. Chiusi tra le quattro mura di una camera d’albergo, dicono, i superstiti, di sentirsi «stanchi, stremati, abbandonati, dimenticati». Quattordici persone (6 famiglie), tra cui 4 bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, sono ancora alloggiate al motel Amico di Città Sant’Angelo. Mentre all’hotel Holiday di Porta Nuova sono ancora ospiti 8 persone, 4 famiglie in tutto, compresi anziani. Per ciascun ospite l’amministrazione paga 40 euro al giorno con i fondi della Protezione civile.
Per queste famiglie il tempo si è fermato all’alba di due anni fa quando il Comune, disse loro: fuori tutti, questi appartamenti sono pericolanti, minati anche dalle scosse sismiche degli ultimi anni. Furono 84 le famiglie di via Lago di Borgiano, civici 14, 18 e 22, messe sulla strada, per complessive 236 persone. Col passare dei mesi, molti inquilini dei palazzi hanno trovato un alloggio dove stare, non senza difficoltà.
In tanti ce l’hanno fatta, altri hanno scelto di stare da parenti o amici oppure si sono dovuti accontentare. Manca ancora una casa da consegnare a queste dieci famiglie che ancora vivono nei due alberghi. Offerte di appartamenti sono arrivate anche a loro dal Comune, ma sono state rifiutate: troppo lontani da Pescara, troppi soldi per ristrutturare, troppo degradate, quartieri troppo malfamati. Sono mille le ragioni dei «no, grazie» e tutte motivate dalle 10 famiglie di sfollati che però non ce la fanno più a vivere nei pochi metri quadrati di una stanza d’albergo.
«Siamo stati dimenticati, ci hanno lasciati qui senza dirci quale sarà il nostro destino», è la rabbia di una mamma che alloggia con i due figli di 6 e 8 anni al motel Amico, che nel frattempo ha perso pure il lavoro di banconista in un supermercato e si arrangia con mestieri di fortuna, «siamo marchiati come “quelli di Rancitelli”ormai, la sensazione è quella che le nostre vite non interessano più a nessuno. Ci avevano promesso le palazzine di via Trigno, ma siamo andati a vedere a che punto sono i lavori: non saranno pronte neppure tra un anno».
Nel frattempo la quotidianità scorre negli alberghi dove, «apparentemente tutto sembra confortevole». In realtà «stiamo spendendo tantissimo per gli extra e per spostarci da una parte all’altra della città. Per fare un esempio, ho speso migliaia di euro di benzina in un anno solo per andare a portare e riprendere i miei figli a scuola, a Porta Nuova. Stare tutto il giorno in camera ti fa venire la depressione. Dall’ottobre scorso non ci sono arrivate più offerte di alloggi, le nostre case di via Lago di Borgiano sono state depredate e sono immerse nell’immondizia e negli escrementi di piccioni che entrano dalle finestre rotte ai piani alti, quelle in basso sono state murate dopo le prime ruberie». Aggiunge e conclude, la mamma, che «quando uscirò di qui non avrò più neppure i mobili e gli elettrodomestici che avevo lasciato in un garage perché ormai sono corrosi e resi inservibili dall’umidità».

