Gli studenti: «Ci sentiamo ospiti». I presidi: l’accoglienza è buona

3 Dicembre 2015

Si sentono “ospiti” gli studenti dell'Alberghiero in trasferta nelle sedi distaccate e i presidi degli istituti che ii accolgono i replicano che «sono ospiti di riguardo nonostante le difficoltà...

Si sentono “ospiti” gli studenti dell'Alberghiero in trasferta nelle sedi distaccate e i presidi degli istituti che ii accolgono i replicano che «sono ospiti di riguardo nonostante le difficoltà logistiche e organizzative». intanto, la Provincia convoca per oggi alle 9,30 un incontro con i presidi delle scuole per discutere la situazione degli istituti scolastici. Sono 250 gli studenti dell'Alberghiero che ogni giorno salgono al quarto piano, destinato a dieci classi e messo a disposizione dalla Di Marzio Michetti, che già conta 800 alunni. La neo preside, Daniela Massarotto, di origini venete, pescarese d'adozione, proveniente dal comprensorio di Pianella, spiega le difficoltà: «Li abbiamo accolti come meglio potevamo, ma diventa difficile conciliare le loro esigenze con le nostre. Ci spiace non poter mettere a disposizione laboratori di cucina, noi ci occupiamo di officine meccaniche e studi odontotecnici». Conferma la «buona accoglienza» Mattia Di Bartolomeo, 18 anni, pescarese, studente del quinto anno: «Noi, come i docenti siamo sballottati da una scuola all'altra. Ci piacerebbe avere una sede unica, e la Stella Maris può essere un’ipotesi, ma va benissimo anche via dei Sabini. Qui stiamo bene. Abbiamo anche il bar che all'Alberghiero non c'e» scherza il giovane mentre si fa fotografare con i compagni e la prof di inglese Maria Consola Luberti. Cinque classi e un centinaio di studenti occupano il 3° piano dell'Aterno-Manthonè diretto da Antonella Sanvitale: «Tutti i servizi possibili sono assicurati, certamente non possono avere i laboratori di cucina, ne' la palestra, che è già impegnata dai nostri studenti. Il disagio continua per loro perché non possono usare neppure ii campo di pallavolo e calcetto oltre che la pista di atletica, che richiede una urgente manutenzione e pulizia delle erbacce. Domani (oggi p er chi legge), la Provincia ci ha convocati per un incontro al quale sono invitati a partecipare tutti i presidi, per fare il punto della situazione.

«Noi facciamo solo lezioni teoriche perché non abbiamo i laboratori, quindi l'imperativo è riaprire la palazzina A di via Sabini chiusa dopo il crollo» si lamentano Turcu Catarin, studente di origini romene e Giorgio Di Serio, ospiti al Manthonè. In definitiva, ciò che studenti e insegnanti chiedono è l'avvio immediato dei lavori in via dei Sabini e in via Tirino per poter tornare tutti in una unica scuola a partire dal prossimo anno. (c.c.)