Gli studenti dello Spaventa in “lutto” per la sede chiusa

Protesta con i manifesti funebri per i lavori non realizzati nell’istituto angolano
PESCARA. «L'affidamento dei lavori per la sistemazione dell'ala ovest dell'istituto Spaventa entro tre mesi».
E' questa la promessa della Provincia di Pescara, guidata dal presidente Antonio Zaffiri, ai ragazzi dell'istituto omnicomprensivo di Città Sant'Angelo, scesi a manifestare davanti al palazzo di piazza Italia a Pescara insieme ai loro genitori, ai docenti e al dirigente scolastico.
Circa 300 studenti, appartenenti solo alla scuola superiore che ne conta poco più di 500, si sono radunati per gridare tutta la loro rabbia davanti a una situazione che va avanti da quasi tre anni, vale a dire dalla scossa di terremoto di Amatrice del 24 agosto 2016.
VESTITI DI NERO Tutti vestiti di nero, a simboleggiare la morte di un'ala della loro scuola, hanno scandito slogan e alzato striscioni per chiedere che fine hanno fatto le promesse ricevute e soprattutto dove sono i fondi stanziati: parliamo di una somma superiore al milione di euro, che a Città Sant'Angelo non è mai arrivata.
Come raccontano molti di loro, aiutati anche dai docenti in una protesta trasversale, oggi lo Spaventa è praticamente spaccato in due: nell'edificio storico, che risale alla fine del 1800, ci sono solo le terze, le quarte e le quinte.
L’ALA INAGIBILE Gli altri 160 ragazzi dei primi due anni, invece, quelli che dovrebbero occupare la discussa ala ovest attualmente inagibile, sono ormai ospiti fissi della scuola media Giansante.
Una situazione non facile, che porta i docenti a dover fare sue e giù tra i due poli, con ritardi nelle lezione e gli studenti obbligati a vivere due mondi separati.
Paradossale come alcuni di loro si siano conosciuti proprio nella manifestazione di ieri mattina.
Che gli stessi ragazzi, tengono a precisare, non è stata una scusa per perdere un giorno di scuola: da quando l'ala ovest è stata chiusa, loro non hanno mai alzato la voce.
Anzi, proprio per tutelare la regolarità didattica, hanno deciso di utilizzare per la protesta la mattinata dedicata all'assemblea d'istituto.
PROTESTA DI 3 ORE Sono stati più di tre ore davanti alla Provincia, con in mano manifesti funebri che annunciano la morte della vecchia ala dell'istituto e striscioni scritti in rima.
«Fondi stanziati, accordi violati, studenti indignati», recita un cartellone.
E poi ancora: «La scolaresca vi rammenta ciò che dovete allo Spaventa». Tra cori e discorsi hanno attesa l'uscita dei rappresentanti, a colloquio con i vertici istituzionali.
A parlare per tutti è stato il professor Leonardo Calvarese: «Con un documento che porta la data del 27 marzo 2019 è stato disposto che entro 3 mesi i lavori saranno affidati. E' evidente che c'è stato un problema di carattere politico. Adesso la giunta è cambiata e noi vogliamo dargli fiducia, ma tra tre mesi saremo qui a verificare».
LA PRESIDE Dello stesso avviso è anche la preside della scuola Danila De Angelis: «Sono soddisfatta. E' stato stanziato oltre un milione di euro per la nostra scuola ed è giusto che adesso venga utilizzato. Dopo l'affidamento, bisognerà valutare se i lavori potranno essere effettuati anche con i ragazzi presenti o se bisognerà attendere momenti di pausa».
Tradotto significa che nel primo caso comincerebbero già a settembre, mentre nel secondo difficile ipotizzare l'avvio prima di giugno 2020.
Contenti anche i rappresentanti d'istituto Pietro Nerone, Nadia Di Zio e Simone Monterossi: «Ci battiamo per chi verrà dopo di noi, speriamo sia la volta buona. Gli diamo fiducia».
Meno entusiasta Costanza Zuccaro: «Non mi aspettavo nulla di diverso. Non ho avuto una bella sensazione, per adesso continuano ad arrivare promesse, come accade da tre anni a questa parte. Spero di sbagliarmi».
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