Governatore contro il M5s In tribunale parla Paolucci

Nuova udienza nella causa da 200mila euro per diffamazione contro Pettinari L’assessore alla Sanità difende D’Alfonso: è stato detto il falso, parlano gli atti
PESCARA. È stata la testimonianza dell’assessore alla Sanità Silvio Paolucci a caratterizzare l’udienza di ieri nell’ambito della causa civile intentata dal presidente della Regione Luciano D'Alfonso nei confronti del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari, al quale è stato chiesto un risarcimento di 200mila euro per diffamazione a mezzo stampa.
Al centro della richiesta di risarcimento ci sono gli articoli di stampa in merito a un'interpellanza presentata da Pettinari in Consiglio regionale, nel 2014, in merito all'acquisto da parte della Asl di Pescara di una palazzina in via Rigopiano per uffici amministrativi e di staff, che secondo il Movimento Cinque Stelle sarebbe stata pagata il triplo rispetto al suo effettivo valore.
L'assessore Paolucci, a margine dell'udienza, ha affermato che «quanto dichiarato da Pettinari nei confronti di D'Alfonso è falso, in quanto ci sono gli atti che parlano, e sia io che il presidente ci siamo attivati per contrastare quell'operazione».
All'udienza di ieri era presente Pettinari, assistito dall’avvocato Donatella Rossi, mentre era assente il governatore D'Alfonso, rappresentato dall'avvocato Carla Tiboni. A sostenere il consigliere Pettinari una trentina di attivisti del Movimento 5 Stelle, tra i quali i parlamentari Gianluca Vacca e Daniele Del Grosso, e la consigliera regionale Sara Marcozzi.
L’avvocato Tiboni ha chiesto al giudice l'acquisizione della trascrizione del discorso pronunciato da Domenico Pettinari in Consiglio regionale il 27 dicembre scorso (in epoca successiva ai fatti contestati), durante il quale il consigliere pentastellato avrebbe nuovamente accusato D'Alfonso di avere acquistato una palazzina della Asl a prezzo superiore al valore di mercato.
L'avvocato Rossi ha replicato sostenendo che «il consigliere regionale del M5s, nel pieno esercizio delle sue funzioni, aveva soltanto ribadito che quell'immobile non doveva essere acquistato e che è ovvio che nell'ambito di una dialettica politica ci si riferisca alle responsabilità dell'altra parte».
Il giudice Marco Bortone ha deciso di acquisire il documento, ma di stralciare la memoria del legale di D'Alfonso che accompagnava la trascrizione. La prossima udienza è prevista il 28 aprile, per ascoltare il parlamentare Gianni Melilla, testimone citato dal legale di D'Alfonso.
Dalla consigliera regionale Marcozzi è partito l’invito perentorio al presidente della Regione Abruzzo di «smettere di ingolfare i tribunali con cause infondate e temerarie come quella contro Pettinari».
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