Green pass per spostarsi: chi può ottenerlo e come

Per viaggiare in Europa, partecipare a cerimonie o visitare i parenti nelle Rsa
C’è il via libera al green pass per l’estate. Il Dpcm sul certificato verde, elaborato dai tre ministeri (Salute, Economia e Innovazione) con alcune osservazioni del Garante della privacy, aspetta solo la firma del premier Mario Draghi, che attualmente si trova in Cornovaglia per il G7. Soddisfazione è stata espressa dal commissario straordinario all’emergenza Francesco Figliuolo.
CHE COS’È. Si tratta di un certificato che attesta l’immunizzazione al Covid-19 del possessore attraverso l’avvenuta vaccinazione, oppure l’avvenuta guarigione dall’infezione, o ancora l’esito negativo di un tampone molecolare o antigenico rapido. Certificati che consentono l’ingresso nelle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali), la partecipazione alle cerimonie o agli eventi dove richiesto, e gli spostamenti verso eventuali zone rosse o arancioni, nonché all’interno dell’Unione Europea (ci sono alcuni Stati che chiedono la vaccinazione completa).
CHI LO RILASCIA. Possono richiedere il green pass le persone che hanno ricevuto una prima dose di vaccino oppure coloro che sono guariti dal Covid-19. È la piattaforma nazionale Dgc, ovvero “Digital green certificate”, ad emettere e a validare il certificato verde italiano in seguito alla somministrato del vaccino anti-Covid, oppure dopo la certificazione medica che attesta l’avvenuta guarigione, ma anche in seguito a un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo.
QUANTO DURA. Chi ha ricevuto la prima dose del siero può farne richiesta dopo 15 giorni con il certificato che avrà una validità di nove mesi. In caso di infezione la durata del green pass si riduce a sei mesi dall’avvenuta guarigione, mentre avrà una finestra di 72 ore chi effettuerà un tampone molecolare negativo, contro le 48 ore in caso di test antigenico rapido.
TRE TIPI DI GENN PASS. Nelle sue tre accezioni (avvenuta vaccinazione, avvenuta guarigione o test negativo) il green pass riporta cognome, nome e data di nascita dell’intestatario; la malattia o “agente bersaglio”; la struttura che ha rilasciato la certificazione )ovvero il ministero della Salute); l’identificativo univoco della certificazione verde che coincide con il codice alfanumerico univoco attribuito automaticamente dalla piattaforma. Dopodiché gli altri dati si differenziano a secondo delle singole forme: nel green pass di avvenuta vaccinazione sono indicati il tipo di vaccino somministrato, la denominazione del vaccino, il produttore o titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio, il numero della dose effettuata e il numero totale di dosi previste per l’intestatario della certificazione verde, la data dell’ultima somministrazione effettuata e lo stato membro Ue in cui è stata effettuata la vaccinazione.
In quello di avvenuta guarigione dall’infezione deve riportare la data del primo test molecolare positivo, lo Stato membro Ue che lo ha effettuato, la data di inizio e quella di fine della validità della certificazione verde. Infine, la terza forma prevede la tipologia di test, il nome (facoltativo per il test molecolare), il produttore (facoltativo per il test molecolare), data e ora del prelievo del campione, data e ora del risultato (facoltativa per test antigenico rapido), il risultato del test, il centro o struttura in cui è stato eseguito, e lo Stato membro Ue in cui è stato effettuato.
COME FUNZIONA. Il green pass può essere consultato dalla persona interessata dal sito dedicato; tramite fascicolo sanitario elettronico; App Immuni; App Io e Sistema Ts per il tramite dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, dei farmacisti, ma anche dei medici delle aziende sanitarie, Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) o Sasn (Servizi territoriali per l’assistenza sanitaria al personale navigante, marittimo e dell’aviazione civile) purché autorizzati dalla tessera sanitaria.
Secondo la bozza del Dpcm possono verificare il green pass attraverso il Qr Code i pubblici ufficiali, il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo, i titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi oppure dei locali per l’accesso ai quali è prescritto il possesso del certificato verde, nonché i gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali per l’accesso alle quali, in qualità di visitatori, sia prescritto il possesso della certificazione verde.
REVOCA. Il certificato verde può anche decadere. Questo avviene nel caso in cui una persona vaccinata o guarita dal virus sia segnalata come positiva sulla piattaforma nazionale da parte di una struttura pubblica del Servizio sanitario regionale, un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta, un medico Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) o Sasn (Servizi territoriali per l’assistenza sanitaria al personale navigante, marittimo e dell’aviazione civile) comunicando la revoca al gateway europeo.
Per informazioni può essere contattare il numero di pubblica utilità messo a disposizione dal ministero della Salute (1500), il call center di Immuni (800.91.24.921) e l’assistenza di PagoPa per le segnalazioni che arrivano attraverso la app Io.

