«Guerra ai ladri, ma i cittadini ci aiutino»

Si è insediato Francesco Guglielmo Misiti. Che lancia subito un appello ai pescaresi: «Segnalate qualsiasi fatto particolare»
PESCARA. I furti da contrastare, l’immigrazione da monitorare per applicare le ultime disposizioni sugli stranieri irregolari, i rom da tenere sotto controllo. Sono i primissimi impegni con la città del nuovo questore, Francesco Guglielmo Misiti, 59 anni, agrigentino, che nei giorni scorsi ha lasciato Massa-Carrara, dove era approdato nel 2013. Era destinato a tornare in Sicilia, dove ha già lavorato a Trapani e Palermo, anche all’Antimafia, contribuendo alla cattura di criminali del calibro di Brusca, Aglieri, Vitale e Spatuzza. Poi, però, «il giro di trasferimenti è fallito miseramente» e gli è stato assegnato il posto occupato fino a qualche giorno fa da Paolo Passamonti, nel capoluogo adriatico, ed è «contento» di essere qui.
In Sicilia Misiti ha conosciuto l’attuale dirigente della squadra mobile di Pescara, Pierfrancesco Muriana, che all’epoca lavorava alle Volanti, e con il quale si confronterà per esaminare peculiarità, problemi e rischi di questo territorio, anche per capire se «Pescara risenta o meno delle infiltrazioni criminali» e per attuare misure di prevenzione.
Questi, per Misiti, sono giorni di studio della realtà provinciale e delle sue dinamiche, di incontri con i collaboratori e con i rappresentanti delle istituzioni e delle altre forze dell’ordine, ma alcuni punti sembrano già chiari. Pescara è «una sede impegnativa», dice, ma «stranamente non ha commissariati distaccati», come potrebbe essere quello di Montesilvano, di cui si parla da tempo. «Qui ci sono fortissimi insediamenti rom, per cui è da vedere il da farsi per cercare di contenere il fenomeno, di non facile soluzione». C’è poi la questione degli immigrati, da seguire «a tutti i livelli», anche sotto il profilo dell’antiterrorismo: «una sfida grossa», la definisce Misiti, che si riflette dal livello nazionale a quello provinciale. La zona, fa notare, «risente della vicina Albania quindi dobbiamo verificare l'andamento dell’ingresso dei cittadini». Nel paese, fa notare, «c’è un numero di richiedenti asilo molto elevato», pari al 60-70% di quanti sbarcano in Italia, per cui ben vengano le «nuove disposizioni sulle espulsioni» degli irregolari.
Nelle prossime ore Misiti analizzerà, tra l’altro, i dati statistici dei reati registrati a Pescara e provincia ma sa già che i furti hanno creato qualche preoccupazione e d’altronde «il reato più fastidioso è quello predatorio, per cui cercheremo di limitarlo al minimo» anche se la soluzione «non è facile». Altra questione è quella dell’ordine pubblico, che «impegna in prima persona la questura», dalle partite di calcio al altri fenomeni sociali, come le manifestazioni di protesta che spesso si concentrano in città per la presenza di molti assessorati regionali.
Nelle ore che hanno accompagnato il suo insediamento il questore ha girato un po’ «in incognito il centro» e ha avuto la sensazione che Pescara sia una città «viva»: sensazioni «piacevoli», anche per come si porgono i cittadini che, qui come altrove, «sono esigenti, ma noi siamo a disposizione», sottolinea. Aprendo questo nuovo capitolo della sua carriera Misiti si rivolge ai pescaresi e li invita, «laddove si verifichino situazioni particolari, a segnalare immediatamente qualsiasi fatto». Da parte sua c’è l'impegno ad «intensificare i servizi per cercare di rendere vivibile e bella questa provincia», di per sé è già «bella». Di questo parlerà nei prossimi giorni «con le forze di polizia».
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