Guida al decreto Sostegno Tutti i contributi previsti

Indennizzi da un minimo di 1.000 euro fino a un massimo di 150mila euro
L'AQUILA . Imprese e partite Iva riceveranno, in media, 4.200 euro di indennizzo. Ciascun professionista o titolare di attività non avrà meno di 1.000 euro di rimborso per i mancati ricavi del 2020. Le aziende con fatturato di 300mila euro, che si sono viste dimezzare gli incassi, avranno dallo Stato 37mila euro. Questi sono solo alcuni degli esempi che Il Centro fornisce ai propri lettori per far capire l'importanza del decreto Sostegno, che entrerà in vigore tra meno di 48 ore.
La prima parte della misura da 32 miliardi, che il Consiglio dei ministri si appresta a varare, introduce importanti aiuti alle imprese e alle partite Iva. La novità assoluta riguarda il criterio con cui gli indennizzi saranno erogati: non più sulla base dei codici Ateco delle imprese, ma sulla reale perdita di fatturato, nella comparazione annuale tra il 2019 e il 2020.
Resterà fuori chi ha ottenuto ricavi superiori a 5 milioni di euro. Alle società verranno erogati sostegni e indennizzi che vanno da un minimo di 2.000 euro fino a un tetto massimo di 150mila euro.
METODO DI CALCOLO. Mentre si attende il decreto Sostegno con gli indennizzi alle attività economiche penalizzate dal Covid, si ipotizzano già ulteriori aiuti alle attività produttive, da inserire in un successivo provvedimento, per il quale servirà un nuovo scostamento di Bilancio che potrebbe oscillare tra i 20 e i 30 miliardi, per far fronte all'emergenza economica in atto, che sta avendo ripercussioni pesanti sul comparto economico e produttivo. Intanto, emergono i primi dettagli sul metodo di calcolo degli indennizzi alle partite Iva e ai professionisti colpiti dalla crisi - una platea di circa 2,8 milioni di destinatari - per i quali l'esecutivo stanzierà qualcosa come 12 miliardi di euro.
Tre le aliquote di calcolo, con una percentuale che scalerà dal 20% al 10%.
AIUTI A FONDO PERDUTO. L'importo medio del sussidio ammonterà a circa 4.200 euro: tanto riceveranno, sulla base dei primi calcoli, la maggior parte delle piccole e medie imprese e delle partite Iva, tenendo conto che nel 2020 la perdita di fatturato del sistema privato italiano è stata pari a 400 miliardi di euro.
Il meccanismo dell’indennizzo non si baserà più sui codici Ateco, che identificano la classe di appartenenza dell'impresa in base ai registri delle Camere di commercio, ma sul calo di ricavi certificato per l’intero 2020, nel periodo pandemico, rispetto all'anno precedente. Avranno diritto agli aiuti solo aziende e professionisti che hanno perso almeno il 33% di ricavi o dei compensi, nel confronto con il 2019. E saranno previste specifiche aliquote di rimborso, basate sul giro d’affari.
Si applicherà il 25% dell'indennizzo, per ricavi fino a 400mila euro, il 15% fra i 400mila e 1 milione di euro, e il 10% fra 1 e 5 milioni di euro.
LE SOMME. Al di là delle aliquote di riferimento, il meccanismo funzionerà nel seguente modo: verrà calcolata la perdita totale di fatturato su base annua, mettendo a confronto i ricavi del 2020 con quelli del 2019. A questa cifra sarà applicata l’aliquota prevista per la relativa fascia di ricavi.
Ad esempio: una partita Iva che, nel 2019, ha fatturato 300mila euro ed ha perso nel 2020 150mila euro, con un'aliquota di rimborso del 25%, applicata fino a 400mila euro, avrà diritto a un rimborso pari al 20% dei 150mila euro di mancato introito. A conti fatti, percepirà dallo Stato circa 37mila euro. Riparametrato su base mensile, l’indennizzo equivale a 3.125 euro.
L'importo minimo sarà di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2mila euro per le società, fino ad arrivare ad un massimo di 150mila euro. Ciò che resterà invariato è l'utilizzo della piattaforma di Sogei, la stessa usata per il pagamento degli altri sussidi dall'Agenzia delle entrate, che i contribuenti potranno utilizzare per presentare la domanda. I tempi di erogazione dovrebbero ridursi rispetto al passato: il Governo conta di poter avviare i pagamenti entro la fine di aprile.
NUOVI AIUTI. Dieci miliardi di euro serviranno per rifinanziare la Cassa integrazione, fino a giugno, per tutti e fino a ottobre per le piccole imprese, che attualmente non hanno la tutela della cassa ordinaria.
Previsto anche un nuovo stop ai licenziamenti, fino al 30 giugno, per tutte le imprese che usufruiscono della cassa ordinaria (industria ed edilizia). Termine esteso fino a fine ottobre per i lavoratori che hanno la cassa in deroga o il Fondo integrativo salariale, in attesa della riforma degli ammortizzatori sociali. Per la filiera dello sci, completamente bloccata dalla pandemia, sono previsti 600 milioni di aiuti da aggiungere agli altri ristori, mentre dovrebbe essere rinnovata anche l'indennità per i lavoratori del turismo e dello spettacolo. Il Governo inizia anche a pensare a nuovi aiuti. Ad aprile, in sede di discussione del Documento di economia e finanza, verrà chiesto un nuovo scostamento di bilancio per finanziare ulteriori aiuti per le partite Iva.
LA PACE
FISCALE. Il decreto Sostegno conterrà, oltre agli indennizzi per le imprese, anche un capitolo sulla pace fiscale: la misura principale prevede lo stralcio delle cartelle, fino a 5mila euro, precedenti all'anno 2015. Si va anche verso la proroga della sospensione dei versamenti legati alle cartelle fiscali e gli avvisi esecutivi fino al 30 aprile prossimo.

