Gwomen torna all’antico: sarà solo Gmen

Chiude il punto vendita all’angolo tra via Fabrizi e via Trento. La proprietaria: Pescara si sta spegnendo
PESCARA. Da qualche giorno, si sono spente le luci nel locale all'angolo tra via Nicola Fabrizi e via Trento, che dal 2010 ospitava Gwomen. Non è una chiusura perché il negozio resta e continua a lavorare con la grinta e l'entusiasmo di sempre dei proprietari, che proseguiranno l'attività nello spazio a fianco, quello di Gmen, un punto vendita nato nel 1981 ma le cui origini risalgono agli anni 60, all’epoca de La petite Boutique gestita dalle zie, sempre in via Trento. «Non ci fermiamo», spiega la titolare, Rita Gorgoretti, «ma torniamo alle origini, cioè a quando vendevamo l'abbigliamento sia da uomo sia da donna in un unico locale, quello di mio marito Carlo Petrore. Nel 2000 ci siamo trasferiti dietro al Plaza per la sola parte relativa alla donna e dopo dieci anni abbiamo preso in affitto il locale che ora abbiamo lasciato, su cui abbiamo investito molto, riqualificandolo notevolmente e ottenendo i complimenti delle direzioni commerciali delle griffe nazionali e internazionali». Gwomen è un negozio affermato e con una clientela affezionata che non intende rinunciare alla qualità e al bel rapporto che si è creato negli anni, ma la crisi si sente e impone delle scelte. «Lavoriamo bene», dice sempre la proprietaria, «il nostro entusiasmo è immutato e la voglia di andare avanti è quella di sempre, ma l'affitto per il locale era… enorme per cui, dovendo rinunciare a qualcosa per proseguire serenamente la nostra attività, abbiamo deciso di fare a meno di quegli spazi. Abbiamo cercato di resistere ma, considerato la fase di spending review, è arrivato il momento di dire basta. Abbiamo ritenuto opportuno tirare i remi in barca e tornare alle origini», anche perché le condizioni sono diverse rispetto al passato e bisogna fare i conti con «la stretta sui crediti e le richieste delle aziende fornitrici che chiedono determinati budget e, per quanto riguarda le ditte straniere, talvolta pretendono di essere pagate in anticipo». Insomma, tagliare una voce importante quale il fitto è stato un passo «obbligato», ma la decisione «non influisce affatto sulla mia voglia di andare avanti e di continuare con entusiasmo», osserva la commerciante, «Rinunciare allo spazio in affitto non è una sconfitta», anzi lo sprint, palpabile, è praticamente «quello di 20 anni fa e speriamo di superare questo momento difficile, che d'altronde è legato a una crisi mondiale». Ci sono anche degli aspetti prettamente locali, e lo dimostra il fatto che Gwomen è solo l'ultima delle attività costrette a fare un passo indietro per via dei fitti e delle spese esorbitanti, anche se per questo negozio la chiusura è scongiurata. «Pescara si sta spegnendo», commenta Gorgoretti, «e il Comune non aiuta il commercio. Ci sono delle strade - come via Trento - abbandonate a se stesse, degradate e poco pulite. L'amministrazione dovrebbe rendere il centro più godibile e vivibile e potrebbe muoversi in più direzioni per aiutarci: è inopportuno, ad esempio, chiudere il traffico il sabato pomeriggio e per il parcheggio si dovrebbe pensare a tariffe speciali, altrimenti si preferiscono i centri commerciali, dove l'auto si lascia gratis. Noi ce l'abbiamo messa tutta, organizzando anche delle iniziative ad hoc, come gli aperitivi per i clienti, perché riteniamo che la gente vada attratta». Non è bastato, ma le parole di Luigi Einaudi continuano a essere un faro per questa coppia che si sente spinta, come diceva l'economista, «non soltanto dalla sete di guadagno», ma da «una vocazione naturale», e in questi casi la molla del progresso non è più l’utile a tutti i costi ma «il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

