«Ho perso mille euro e 18 punti Ora chiederò di riavere i soldi»

PESCARA. «È una notizia pazzesca», quella dell’accoglimento del ricorso, da parte del giudice di pace, contro quattro sanzioni scattate in via di Sotto, a seguito del rilevamento dell’autovelox....
PESCARA. «È una notizia pazzesca», quella dell’accoglimento del ricorso, da parte del giudice di pace, contro quattro sanzioni scattate in via di Sotto, a seguito del rilevamento dell’autovelox. «Almeno c’è giustizia», commenta Pierpaolo Marcucci, il dipendente di Poste italiane, che ha ricevuto e pagato subito nove sanzioni, con la decurtazione di 18 punti dalla patente e un esborso totale di «quasi mille euro, praticamente una tredicesima». Nessun ricorso, da parte sua, perché nel momento in cui le Poste hanno ricevuto le sanzioni e glielo hanno comunicato, «avevo cinque minuti per decidere se pagare entro cinque giorni o fare ricorso, e in questo caso avrei dovuto riempire un modulo. Ho deciso di pagare, e non me ne sono pentito, neppure dopo aver saputo della sentenza favorevole all’automobilista che aveva ricevuto quattro verbali. Ma è possibile che chiederò il rimborso. Per ora sono contento per gli altri» anche se restano gli effetti della batosta subita nei mesi scorsi. «È una ferita che sanguina», commenta, e «ora guido con paura perché dei 28 punti che avevo sulla patente ne sono rimasti dieci. Ma io ci lavoro, con la patente, presa nel 1992, e proprio per lavoro devo raggiungere la succursale 12 delle Poste con il furgone, per effettuare i ritiri».
Marcucci sa bene di aver sbagliato. «Sono stato sbadato, è vero. All’inizio ero completamente all’oscuro dell’esistenza dell’autovelox e voglio anche pagare per la mia sbadataggine ma credo che il Comune, a partire dal sindaco Carlo Masci, abbia usato la scimitarra, con l’autovelox. La sicurezza di cui parlano loro non c’entra niente, per me, tanto più che quel limite di velocità c’è sempre stato, ma non l’autovelox. E provo rabbia pensando che il Comune avrebbe potuto raggiungere lo stesso obiettivo in altri modi, senza massacrare la gente. Insomma, accetto la multa ma non mi puoi uccidere. E poi, chiedo al Comune: ora perché tolgono l’autovelox? È durato quanto un pezzo dei Righeira, una stagione».
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