«Ho tentato di aiutare mio figlio ma siamo stati lasciati soli»

16 Maggio 2017

MONTESILVANO. «Abbiamo fatto di tutto per aiutare mio figlio, ma siamo stati lasciati da soli». Così Giannella Eleuterio, madre di Lorenzo Minnilli, il 24enne morto la scorsa settimana all’interno...

MONTESILVANO. «Abbiamo fatto di tutto per aiutare mio figlio, ma siamo stati lasciati da soli». Così Giannella Eleuterio, madre di Lorenzo Minnilli, il 24enne morto la scorsa settimana all’interno della Stella Maris, rompe il silenzio sulla tragedia.
«Lorenzo non era un tossicodipendente abbandonato, ma un ragazzo con gravi problemi di salute», spiega. «Aveva un disturbo schizofrenico, era invalido civile ed era in cura al Csm di Pescara. Per questo assumeva dei farmaci e, avendo abusato di sostanze stupefacenti, da tempo prendeva il metadone al Sert». Una situazione difficile quella di Lorenzo, che alternava momenti di calma a pesanti attacchi per i quali in passato era stato ricoverato in diverse strutture. «Non l’abbiamo mai abbandonato», garantisce la mamma, «tanto è vero che quando ha deciso di andare a dormire alla Stella Maris con alcuni suoi amici, io sono andata da lui tutti i giorni. E abbiamo sempre comunicato con i suoi medici per cercare di evitare che la situazione degenerasse». Ma, a detta della donna e del suo compagno, Andrea Cavallo, i problemi di Lorenzo sono stati spesso sottovalutati dai medici, «che davano a Lorenzo i farmaci ogni volta che li chiedeva», e dalle istituzioni. «Lo stesso sindaco, che dopo la morte ci ha espresso vicinanza», attacca Cavallo, «ci ha ignorato per quasi un anno dopo che ci siamo rivolti a lui per segnalare un trattamento troppo violento da parte della polizia municipale intervenuta perché Lorenzo aveva improvvisato un “concerto” sul balcone».
La vera passione del giovane di Montesilvano era, infatti, la musica elettronica e per questo all’interno della Stella Maris, dove viveva dallo scorso 25 aprile, aveva portato anche il suo computer e un generatore, oltre all’amato cane Jackie. Ma il suo fisico, messo alla prova da anni di farmaci e droga, ha ceduto (per cause che stabilirà l’autopsia) proprio mentre la madre stava andando a trovarlo. È stata lei a chiamare l’ambulanza e a provare a rianimare il figlio. Intanto ieri mattina l’ex colonia è stata recintata esternamente dalla Provincia. «È un palliativo mediocre», commenta Marco Forconi di Fratelli d’Italia, che nei giorni scorsi aveva sollecitato la muratura degli ingressi.(a.l.)