Hotel abbandonati: costi dimezzati per chi li trasforma in case

11 Gennaio 2020

Lotta al degrado: Comune pronto a facilitare la conversionedel residence Le Vele e degli alberghi La Fenice, Vega e Vittoria

FRANCAVILLA AL MARE. Trasformare le vecchie strutture ricettive in appartamenti. Il Comune di Francavilla vuole riprovarci ed è pronto a presentare una delibera per facilitare la modifica di tutte quelle costruzioni presenti sul territorio che da anni versano in condizioni di abbandono e di degrado. L’idea è l’abbattimento dei costi di conversione dell’edilizia turistico-ricettiva in quella urbana.
In pratica, in base al regolamento comunale, oggi per poter procedere bisognerebbe pagare una somma di 670 euro al metro quadrato. Questo perché il valore di un immobile con uso residenziale sarebbe ben più rispetto a quello da adibire ad alloggio turistico-ricettivo e per questo il Comune chiede agli imprenditori il pagamento di una tassa.
La novità, invece, mira all’abbattimento fino al 50% di tale somma, che così arriverebbe a quota 335 euro al metro quadrato. Come anticipato, in città sono diverse le strutture che per un motivo o per un altro versano in uno stato di abbandono. A partire dalla più famosa di tutte, il residence “Le Vele”, meglio conosciuto come ecomostro, sulla riviera nord al confine con Pescara. Lo scheletro delle quattro palazzine, il cui inizio della costruzione risale al 2008, da anni è chiuso nel mega cantiere a ridosso del mare, dove ormai non lavora più nessuno.
La scorsa primavera era stata annunciata la ripresa delle attività, ma al di là di qualche operazione di pulizia, nulla si è mosso. Solo da lì si potrebbero ricavare una ventina di appartamenti, a patto che venga pagata la tassa di conversione. Discorso analogo, ma per motivi differenti, lo si può fare anche per l’hotel La Fenice, l’hotel Vega o l’hotel Vittoria, tutte strutture che dopo aver lavorato fino alla fine degli anni ’90, per un motivo o per un altro hanno chiuso i battenti diventando in alcuni casi ricettacolo di sporcizia o rifugio per i senzatetto. A dire il vero un’iniziativa simile a quella che adesso potrebbe tornare in auge era già stata messa in campo nel 2017, sempre con il dimezzamento dei costi di conversione. In quel caso però, dopo un tiepido interesse iniziale, erano stati in pochi ad approfittare degli incentivi comunali.
A tre anni di distanza però, evidentemente dev’esserci stato il sentore che qualcosa può essere cambiato. Anche perché, conti alla mano, se l’operazione dovesse andare a buon fine, oltre a restituire dignità e decoro a tutte quelle costruzioni che da decenni rappresentano solo un ingombro, si porterebbe anche liquidità nelle casse del Comune.
In base a una prima stima, dalla conversione del solo residence Le Vele, che conta circa 1500 metri quadrati, si potrebbe ricavare un importo superiore ai 500mila euro. L’idea con ogni probabilità verrà discussa in uno dei prossimi consigli comunali. Dopo vent’anni di attesa si potrebbero riaprire prospettive che apparivano ormai svanite.
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