Hotel Rigopiano, l'autopsia: «D'Angelo morto per assideramento»

25 Gennaio 2017

Il medico legale della famiglia dopo l'esito dell'esame: «Secondo noi, se fosse stato soccorso entro due ore, probabilmente poteva essere salvato»

PESCARA. Gabriele D'Angelo è morto assiderato sotto la valanga che ha travolto l'hotel Rigopiano. Lo ha stabilito l'autopsia a cui è stato sottoposto, secondo quanto riferisce il medico legale di parte Domenico Angelucci. «Non ci sono segni di traumi né di asfissia come emorragie congiuntivali - spiega il medico -. Secondo noi, se fosse stato soccorso entro due ore probabilmente poteva essere salvato», riferisce il medico di parte della famiglia D'Angelo.

Secondo l'opinione del medico legale Angelucci che ha effettuato l'autopsia di Gabriele, uno dei camerieri dell'hotel, con molta probabilità anche il maitre Alessandro Giancaterino dovrebbe essere morto per la stessa causa, per il semplice fatto che sono stati ritrovati vicini e nelle stesse condizioni. «Passate le due ore ogni soccorso sarebbe stato inutile», spiega Angelucci. Ora le autopsie devono spiegare alla Procura quello che è il quadro spazio-temporale dei decessi, ma ancora non sono disponibili tutte le informazioni necessarie. Per capire insomma luoghi e tempi delle singole morti al fine di indirizzare le indagini con maggior chiarezza sul prima o sul dopo la valanga. Sulla prevenzione o sui soccorsi.

Lo stesso magistrato che ha in mano l'indagine, il procuratore aggiunto Cristina Tedeschini, durante la conferenza stampa tenuta oggi a Palazzo di Giustizia ha sottolineato come le tipologie di decesso riscontrate nelle vittime dell'albergo siano differenti, e riguardino la morte per schiacciamento, per ipotermia e per soffocamento.