I balneatori abruzzesi: una legge speciale ci tuteli

17 Gennaio 2023

Appello al governo Meloni: decida subito o faremo un presidio a Palazzo Chigi

PESCARA. Non c’è più tempo per le promesse, i balneatori chiedono una nuova legge. È il momento di agire, per superare le incertezze provocate dalla direttiva Bolkestein che entro fine anno rischia di mandare all’asta le concessioni balneari. «La questione va affrontata e risolta prima della stagione estiva e se dal Governo non arriva qualche elemento di incoraggiamento ci dobbiamo preparare a fare tutto ciò che è necessario fare, perfino un presidio a Palazzo Chigi, anche se riteniamo che non si arriverà a questo punto, non vogliamo mettere in difficoltà il governo. Si sappia, però, che percorreremo tutte le strade per tutelarci, a partire dai ricorsi». È il messaggio lanciato con grande determinazione dal presidente nazionale del Sib Confcommercio, Antonio Capacchione, durante l’assemblea regionale del sindacato dei balneatori riunita ieri a Pescara dal presidente del Sib Abruzzo, Riccardo Padovano. E la linea di Capacchione (convocato ieri pomeriggio al Senato) è chiarissima: «Serve una riforma seria del settore», ha spiegato il segretario alla platea di operatori arrivati dalla costa abruzzese (che conta 700 concessioni), contestando l’intervento del Consiglio di Stato su questa materia (che ha fissato la data limite del 31 dicembre di quest’anno, demolendo le speranze accese dalla legge Centinaio, che ha permesso di rilasciare concessioni con scadenza 2033).
Le risposte del governo devono arrivare al massimo «entro la fine di febbraio», ha detto Capacchione. «Vogliamo sapere subito cosa fare, con che spirito andare a lavorare in vista di Pasqua se poi sappiamo che i Comuni promuoveranno le gare per le concessioni e a settembre rischiamo di non esserci più», ha sottolineato con preoccupazione. Dopo le promesse ricevute in campagna elettorale dal centrodestra e la lettera di novembre scorso del presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ribadiva questo impegno, «ora ci aspettiamo che in tempi celeri si passi dalle parole ai fatti», ha detto sempre Capacchione. «Bisogna mettere ordine al settore, e bisogna farlo in Parlamento, non attraverso i giudici», ha detto il massimo rappresentante del Sib ricordando che «se la legge Draghi ha sostituito la legge Centinaio, ora invochiamo una legge Meloni che dia vita a un giusto equilibrio tra l’apertura alla concorrenza e la tutela di chi già lavora nel settore. La legge Draghi è sbagliata, non risolve nulla, per cui va abrogata (tra l’altro il termine per i decreti attuativi rischia di passare infruttuosamente)», mentre la sentenza del Consiglio di Stato, che fissa il termine ultimo del 2023, è inconcepibile, per il Sib, «perché non si può accettare che dal primo gennaio 2024 ci sia l’Armageddon». E pensare a un rinvio, a una proroga dei termini delle concessioni, anche in occasione del Milleproproghe, potrebbe essere inutile perché «il Consiglio di Stato ha escluso questa possibilità». Nel frattempo, ha proseguito Capacchione, l’incertezza è totale, «e invece noi chiediamo certezze per questo settore, che rappresenta una risorsa, come dicono i dati economici del terzo trimestre 2022. Mettere in sicurezza la balneazione, quindi, è nell’interesse delle tante famiglie che sono dietro queste imprese ma anche di tutto il Paese. Fino ad ora abbiamo investito sulla qualità, per andare incontro alle esigenza della domanda», ma adesso è diverso. «Ora il settore è fermo, non ci sono investimenti perché non sappiamo cosa ci attende».
«Siamo in una situazione di stallo che suscita parecchie perplessità e preoccupazioni», ha detto davanti a tanti colleghi un giovane balneatore pescarese, Nicolino Rabuffo, 28 anni. «Tre anni fa», ha raccontato, «ho fatto un investimento consistente, a fronte della proroga della concessione fino al 2033 e ora siamo così». Lo sa bene un altro balneatore pescarese, Domenico Pagliari, che nel 2019 ha investito su una concessione a Montesilvano, «con la certezza di ammortizzare tutto in 12 anni. E oggi dico che non avrei fatto quell’investimento. Come posso rientrarci entro l’anno?».
Un messaggio positivo è arrivato durante l’assemblea dal deputato di Fratelli d’Italia Guerino Testa. «Il governo», ha detto, «ci sta lavorando con attenzione e da qui ai prossimi 15 giorni avremo un segnale su questa vicenda, ne sono sicuro», perché «c’è la volontà del governo di prendere una decisione». Se ci dovesse essere uno slittamento attraverso il Milleproroghe «non andrebbe visto come un tentativo di buttare la palla in avanti ma un passaggio funzionale a un progetto che abbiamo bene a mente». Sempre Testa ha ipotizzato «un lavoro congiunto delle commissioni parlamentari» sul tema delle concessioni.
Padovano ha «apprezzato» l’annuncio di Testa e aspetta di conoscere «le novità» che arriveranno dal Governo. «Se fino ad ora non abbiamo fatto le barricate», ha chiarito, «è perché crediamo nel Governo e ne stiamo rispettando gli impegni. Ma vorremmo che si capisse che le concessioni balneari devono cominciare a programmare la stagione estiva, già tra febbraio e marzo. E si rischia un contenzioso non indifferente: se dovessero partire le gare i balneatori potrebbero fare ricorso perché hanno in mano titoli demaniali legittimi. Ma poi, chi ha fatto degli investimenti o un mutuo, come farà»?
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