I balneatori: «Nessuna stangata sui turisti»

24 Maggio 2022

Susi (della Fiba) e Padovano (Sib): i veri rincari 2022 peseranno su molti prodotti di bar e ristoranti

PESCARA. Le tariffe per i servizi nelle spiagge abruzzesi in questa stagione sono le stesse degli anni scorsi, mentre negli stabilimenti si pagano i rincari delle materie prime dovuti alla crisi energetica e alla guerra in Ucraina. Su tutti, il prezzo degli alimenti fritti o della pasta con i frutti di mare.
Lo dicono i rappresentanti della categoria dei balneatori abruzzesi, smentendo con forza la ricostruzione di alcune associazioni a difesa dei consumatori che, anche per quest’anno, segnalano aumenti anche del 4 o del 5% sul costo dell’affitto di ombrelloni, lettini, sdraio e cabine.
«È falso asserire che ci sono stati aumenti in spiaggia, perché quest’anno i prezzi sono gli stessi che abbiamo da anni. Al massimo qualche concessionario – di sicuro la minoranza – può aver effettuato minimi ritocchi», affema Giuseppe Susi, presidente regionale della Fiba Confesercenti, che continua: «Ci sono stati invece aumenti selettivi e inevitabili nei bar e nei ristoranti degli stabilimenti. Questi sono dovuti ai rincari dell’energia e delle materie prime. Faccio l’esempio del fritto: il prezzo dell’olio di semi è più che raddoppiato. Per noi, come per tutte le altre categorie, in generale sono aumentati i costi di gestione. E i ritocchi nei nostri prezzi sugli alimenti non sono sufficienti per coprirli». Ma sulla stagione turistica da poco partita: «Si registra già un buon afflusso di persone, sono anche tornati i primi turisti stranieri, in generale la sensazione è che si stia andando meglio del 2019. Le premesse sono quindi molto positive per l’estate imminente, speriamo che il meteo consenta di vivere l’annata della ripresa che si prospetta».
Linea simile quella di Riccardo Padovano, presidente regionale della Sib Confcommercio. «Qualcuno può aver ritoccato i prezzi in spiaggia adeguandosi all’inflazione, ma il listino prezzi nelle nostre concessioni è sostanzialmente lo stesso almeno dal 2017», sostiene.
«All’interno degli stabilimenti i prezzi sono cresciuti in linea con quanto accaduto in bar e ristoranti posti in centro città. Del resto tutti abbiamo subìto rincari davvero importanti in materie prime come olio di semi, farina e grano per la pasta, ma anche per tanti altri prodotti e per l’energia».
Quindi ancora Padovano: «Le spiagge sono piene, quest’anno si vede un notevole incremento di presenze rispetto agli anni immediatamente prima della pandemia, tanto che siamo in difficoltà ad avere ombrelloni liberi per gli affitti giornalieri: se i prezzi fossero davvero aumentati come accusano alcune associazioni di consumatori, tutto questo movimento non ci sarebbe. Ad ogni modo il cliente continua a consumare, ma adesso lo fa intelligentemente. Per questo dico ai miei colleghi di investire nell’impresa, puntando con forza sul green e sulla sostenibilità, ma anche sulla promozione».(l.t.)