I balneatori: «No alla sosta a pagamento sulla riviera»

4 Agosto 2018

I titolari degli stabilimenti bocciano le proposte del Comune sulle nuove tariffe

PESCARA. I parcheggi sul lungomare a 2 euro l’ora? Per ora è soltanto una ipotesi progettuale, il lancio di un piano tariffario che dovrebbe entrare in vigore solo dopo l’aggiudicazione dell’appalto per la riqualificazione dell’area di risulta. Potrebbe passare del tempo prima dell’attuazione. Ma se fosse realtà oggi, cosa ne penserebbero i balneatori? «Uno scandalo. Dopo il mare inquinato di tre anni fa e il maltempo di quest’anno, gli stabilimenti sono vuoti, ci mancava solo questa per far scappare i clienti che pagheranno più di parcheggio che di ombrellone».
«Dodici euro di ombrellone e 20 di parcheggio per stare al mare tutto il giorno», attacca Domenico Pagliari, titolare di Apollo, «al Comune stanno facendo di tutto per rovinare il turismo pescarese. E se ne escono con questa proposta proprio nella stagione in cui il mare è pulito, i divieti non ci sono. Sembra lo facciano apposta. Tanto vale pedonalizzare la riviera nel fine settimana, dopo le sette di sera con noi che mettiamo i tavolini fuori i locali come se fosse una notte bianca. Ci stanno massacrando, non ce la facciamo più tra tasse e balzelli di varia natura».
«Il mare di Pescara chiuso per parcheggi costosi» è lo slogan coniato a volo da Francesco Porrini, proprietario del lido La Vongola, «i parcheggi non devono essere a pagamento se vogliamo far venire gente al mare oppure mettiamo in funzione i bus navetta e facciamo i parcheggi sotterranei come a Rimini, che portano l’utente fino in spiaggia. Questo provvedimento penalizzerà non solo chi viene dall’entroterra, ma anche i pescaresi». Rincara la dose Lorenzo Iulianetti della Prora: «È un’idea infelice per tutta la città, non solo per i balneatori. Almeno se quei fondi venissero reinvestiti per farei parcheggi, li pagheremmo più volentieri. Io ho affittato per i miei clienti il Bologna park per un mese, 170 posti, ad un prezzo esorbitante e non si è vista neppure una macchina. Soprattutto le famiglie, vogliono parcheggiare a due passi dallo stabilimento. Il cliente vuole il posteggio gratis anche a costo di girare a vuoto a lungo. Sarà un danno enorme per la città. A questo punto converrebbe chiudere la riviera e mettere i bussetti per portare la gente al mare».
«Gli stabilimenti sono vuoti, le utenze sono calate del venti per cento», fa due conti Patrizia Di Girolamo, della Capannina, a ridosso della Madonnina, «e chi è preposto a lanciare il turismo non lo sa fare. I turisti scelgono la Puglia e, più a nord, Pineto e San Benedetto che stanno facendo il pienone. Il sistema pubblicitario Abruzzo non funziona. Il parcheggio a 2 euro non penalizza solo i clienti, ma anche gli operatori balneari e i loro dipendenti, che chissà quanto lontano dal lido dovranno parcheggiare per poter lavorare. E chi vorrà venire al mare dovrà prendere il bus».
Tony Gustavo Borigo, di origini venezuelane, dirige Saturno da 18 anni: «Da me i clienti vengono all’alba per trovare un posto davanti allo stabilimento. Venti euro al giorno per venire al mare è davvero un prezzo impossibile. Questo provvedimento non va incontro alla crescita economica e l’amministrazione dimostra ancora una volta di non avere una mentalità turistica. È giusto che i parcheggi si paghino, ma non così tanto. La mia clientela arriva da Milano, Avezzano, Torre de’ Passeri, Tocco, Sulmona, Roma e le famiglie con i bambini trovano comodo posteggiare davanti allo stabilimento». Da Calypso, Marco, un dipendente, suggerisce che il pagamento dei parcheggi «dovrebbe avvenire di notte, con la movida e non di giorno, quando la gente già spende per fare una giornata di mare». «Altre spese su spese» conclude Daniela Marrone da Oriente.