I balneatori: posti letto negli stabilimenti

Padovano (Sib-Confcommercio) chiede un incontro con gli albergatori: «Pensiamo a promuovere la bassa stagione»
PESCARA. Posti letto dentro gli stabilimenti balneari. I titolari dei lidi tornano all'attacco sulla carenza di hotel lungo il litorale rivierasco e la necessità di aumentare il numero delle strutture ricettive per incrementare l'arrivo di turisti in città. E rilanciano l'idea progettuale su cui Riccardo Padovano, presidente di Sib-Confcommercio, sta lavorando da tempo.
L'iniziativa, nel passato, era stata contrastata dagli albergatori, spaventati da altre forme di concorrenza. Su questo passaggio, Padovano fa un passo avanti e invita le associazioni di albergatori intorno a un tavolo «per spiegare ai titolari di hotel che incrementare i posti letto significa lavorare di più. Se avessimo altri 500 posti letto, potremmo pensare anche a lanciare il turismo in bassa stagione».
In sostanza, Padovano invita la categoria, di cui anche lui fa parte, a essere "meno conservatrice» e a «osare di più». Perché «gli anni passano e non fare nulla significare rischiare di uscire fuori dai mercati». Il rilancio dell'iniziativa, ieri, è partita da Pierluigi ed Ezio Tucci dello stabilimento Il Moro-Pinalba, lungomare nord quasi al confine con Montesilvano. «A Pescara mancano gli hotel sulla riviera, oltre alla carenza storica dei parcheggi», attaccano i fratelli Tucci, titolari del lido fondato dai genitori Amerigo ed Edda, «e non c'è neppure possibilità di realizzarli perché sulla riviera ci sono tante palazzine private».
Quindi? «Quindi, è necessario pensare a realizzare delle stanze con i letti negli stabilimenti. Magari alzando i piani delle strutture per permettere la creazione di piccoli hotel sul mare». Alzare i piani non è possibile, secondo Padovano: «No, non lo è, perché nel piano demaniale regionale c'è il vincolo dell'altezza degli stabilimenti che non può superare i 4,50 di altezza». L'alternativa? «Realizzare dei bungalow a terra», è il pallino del presidente del Sib, sindacato italiano balneari di Confcommercio, che però sull'idea è stato battuto da Eriberto Mastromattei. Lo storico balneatore e grande anticipatore di tempi, scomparso il 20 ottobre 2008, ne aveva fatti realizzare due, una quindicina di anni fa, allo stabilimento Jambo quando era ancora di sua proprietà. Una delle tante idee folli di Eriberto è valida ancora oggi. Anzi, di più, secondo Padovano che analizza: «Abbiamo bisogno di gente che arrivi in città. Attualmente registriamo 210mila presenze negli alberghi, con un aumento del 30 per cento negli ultimi tre anni, grazie ai tanti grandi eventi creati dal Comune che portano a Pescara folle da ogni dove. La parola d'ordine è pianificazione. Ma come facciamo a pianificare se albergatori e balneatori non si siedono intorno a un tavolo per trovare una soluzione?».
L'invito è stato lanciato. Intanto, Padovano annuncia che «dal prossimo anno negli stabilimenti i clienti troveranno gli steward da spiaggia, il progetto è stato approvato dalla Comunità europea». Nelle settimane scorse anche Giuseppe Di Giacomo, titolare dello stabilimento Coralba sulla riviera sud al confine con Francavilla, aveva lanciato lo stesso appello: «Mancano alberghi e campeggi con servizi dedicati alle famiglie. Ma per rilanciare il turismo è necessario anche creare una rete con le strutture ricettive dell'Abruzzo interno».

