I balneatori: «Pronti ad allestire le spiagge ora dateci le regole»

3 Maggio 2020

Gli operatori: «Sarà un’estate diversa, ma servono certezze» No ai limiti sulla distanza tra ombrelloni come nelle Marche

FRANCAVILLA AL MARE. «Vogliamo aprire, vogliamo lavorare, ma diteci quello che si può e non si può fare»: è un coro unanime quello dei balneatori francavillesi, che in questi giorni continuano a interrogarsi sulla stagione estiva. Manca meno di un mese all’ipotetico via, ma le certezze sono poche.
Qualcuno, come Mauro Cioffi del Lido Bianco, prova a immaginare una spiaggia diversa, trasformata quasi in un salotto con palme e tavolini. Altri ipotizzano le misure che il governo dovrà adottare per garantire il distanziamento sociale. Tutti cominciano a farsi i conti per capire l’impatto che il virus avrà sul bilancio.
E da ieri aleggia lo spettro dell’idea della regione Marche con distanze e divieti che non piacciono a nessuno. «Non può essere quella la soluzione», taglia corto Luciano Pesce presidente dell’associazione di imprenditori turistici Itf, «se devo garantire 5 metri tra una fila e l’altra e 4,5 tra gli ombrelloni tanto vale non aprire», dice più per provocazione che altro. Perché lui, come i suoi colleghi, non ha alcuna intenzione di rimanere con la saracinesca abbassata: «Abbiamo iniziato a fare dei lavoretti e da domani partiamo con il livellamento della spiaggia. Occorre sapere con precisione cosa potremo fare. Nel giro di una settimana, servono risposte per poter allestire la spiaggia». La pensa così anche Riccardo Padovano: «Abbiamo chiesto ai nostri governatori di darci le indicazioni necessarie entro il 12 maggio. I clienti, che vogliono venire al mare, hanno iniziato a telefonare e non sappiamo cosa dire. Siamo tutti consapevoli che sarà un’estate diversa, ma non per questo ci tiriamo indietro. Per molti il mare sarà l’unica valvola di sfogo. Con organizzazione e sicurezza si può offrire un servizio di tutto rispetto».
A proposito di organizzazione, Cioffi ha le idee chiare: «Dovremo reinventarci. Vogliamo allestire la spiaggia con palme, sedie e tavolini, come se fosse un salotto. Servizio al tavolo garantito da steward e personale dello stabilimento, sanificazione e sicurezza. Una parte della spiaggia la lasciamo all’affitto stagionale, un’altra al servizio giornaliero».
Anche Pierluigi Di Giuseppe di Nautilus boccia l’idea delle Marche: «A quelle condizioni devo dare ragione ai pessimisti e dire che non apro. Ma non è quello che voglio. I clienti chiamano per informazioni, la gente ha voglia di andare al mare. Noi abbiamo iniziato i lavori di preparazione, adesso attendiamo indicazioni per l’allestimento della spiaggia».
Andrea Campanella del Gabbiano Blu aggiunge: «Il mare è relax, se iniziamo con app, prenotazioni a ore e limitazioni rischiamo di perdere i clienti, aggiungendo al danno economico quello d’immagine. Non dobbiamo illudere nessuno: sarà un'estate diversa. Ai clienti che ho detto la verità: per il momento non so ancora nulla. È chiaro che la riduzione degli spazi dovrà farci studiare formule alternative, come ombrelloni condivisi e a turni. Tra l’altro aspettiamo ancora ripascimento e rinforzo delle scogliere».
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