I cittadini: «Luoghi comuni in tv: qui la gente denuncia e collabora»

5 Novembre 2020

PESCARA. «Su Rai 1 è andata in onda l'ennesima spettacolarizzazione su commissione del degrado di Rancitelli. Un servizio di "Storie italiane" ha passato in rassegna paura, terrore, sporcizia, omertà...

PESCARA. «Su Rai 1 è andata in onda l'ennesima spettacolarizzazione su commissione del degrado di Rancitelli. Un servizio di "Storie italiane" ha passato in rassegna paura, terrore, sporcizia, omertà e tutti i luoghi comuni che in questi anni stiamo combattendo, e con fatica e abnegazione stiamo cercando di scrollarci di dosso. Luoghi comuni che però sono funzionali a un certo tipo di narrazione finalizzata alla ricerca di visibilità». Lo scrive, in una nota, il comitato “Per una nuova Rancitelli”.
«Noi siamo stati sempre i primi», si legge, «a puntare l'indice contro i problemi del nostro quartiere, e lo facciamo mettendoci la faccia. E per questo siamo sempre anche i primi a criticare l'informazione-spettacolo, se non avanspettacolo puro, di chi passa e getta lì due parole di indignazione e sgomento, imbeccato a dovere a confezionare l'ennesimo servizio stereotipato che sembra andato in onda un anno fa su una televisione locale. Di certo è più facile stendere un velo di buio e di paura, dipingere tutto di nero in un attimo e spettacolarizzare il degrado per confezionare due minuti di indignazione e di ascolti e intercettare attenzione». «Ma chi non vive Rancitelli», prosegue il comitato, «non sa che parlare di Rancitelli, oggi significa anche parlare di un quartiere dove nelle ultime settimane è aumentato il livello di attenzione delle forze dell'ordine. Significa parlare di un quartiere dove, pur tra mille difficoltà, crescono l'associazionismo e il senso civico, si punta sui progetti di educazione e sulla collaborazione con scuole e biblioteche, si crede nelle potenzialità dei ragazzi e delle nuove generazioni, si stringono rapporti con l'università, si punta sui progetti ministeriali». «E significa parlare di un quartiere dove la gente parla, denuncia, si organizza, collabora con le forze dell'ordine, propone, reclama partecipazione nelle scelte amministrative», conclude la nota. «O anche semplicemente esce di casa come se fosse la cosa più normale del mondo, perché Rancitelli è anche un quartiere dove la gente esce tranquillamente di casa. E dove oggi non abbiamo bisogno dell'ennesima voce camuffata, di quei «non devi vedere» e «non devi parlare». Perché noi vediamo e parliamo. E invitiamo tutti a farlo».