I cittadini: è una rinascita, oggi è un giorno di festa

Dalla polvere sopportata quando la struttura era attiva, ai furti dopo la chiusura La gioia dei residenti: «Finalmente qualcosa cambia, l’aspettavamo da anni»
PESCARA. A pochi metri dal vecchio cementificio di via Raiale, dove ieri mattina sono iniziati ufficialmente gli interventi di demolizione delle strutture in cemento armato, i cittadini del quartiere non fanno altro che parlare dei lavori. «È un giorno di festa, una rinascita per questa zona», dicono mentre si riuniscono davanti al bar trattoria “La nuova torretta”, punto di ritrovo anni fa degli operai dell’ex cementificio.
«Mia mamma non poteva stendere neppure i panni al balcone per tutta la polvere che c’era», racconta Mario Passeri, ricordando gli anni di piena attività dell’opificio, «in questo bar venivano a mangiare tutti gli operai, si guadagnava bene. Erano altri tempi». Passeri abita da 74 anni a pochissimi metri dall’ingresso dell’ex opificio: «Tenere questa struttura enorme ferma è brutto, finalmente oggi qualcosa cambia».
Per i cittadini di via Raiale, l’abbattimento del cementificio vuol dire anche più sicurezza. Da tempo, infatti, i residenti lamentavano il viavai continuo di disperati, urla e liti all’interno del cementificio a qualsiasi ora del giorno e della notte. E poi i continui furti di rame.
«È un giorno di festa», taglia corto Maurizio Di Brino, titolare della tabaccheria in via Aterno, «purtroppo ci sono tanti furti nella zona e non si può più vivere così». Nell'ultimo periodo, proprio il bar lì vicino ha subito già tre furti. «Quel posto è diventato un ricettacolo di disperati», spiega Cristiano Canale del bar trattoria “La nuova torretta”, «abbiamo subito già due spaccate e un tentato furto, qualsiasi cosa abbiano intenzione di realizzare all’opificio è meglio di quello che c’è adesso». Preso dalla disperazione dopo l’ennesimo furto, alcuni mesi fa il ristoratore si era fatto promotore anche di una raccolta firme da presentare al prefetto.
«È un obbrobrio», lamenta Antonio Di Gioacchino che abita nella traversa di via Stradonetto, «i ladri di rame lo hanno già smontato e fatto a pezzi quel posto. Con l’inizio dei lavori inizia anche la rinascita di questo posto». E c’è anche chi ha già qualche idea: «Perché non farci un posto in cui fare eventi, in cui i ragazzi possano divertirsi», propone Fabio Di Zio, titolare del Circolo culturale “Arci Pablo Sax”, «così risolviamo anche tutti i problemi che ci sono a piazza Muzii». Poi torna a parlare dell’ex opificio, abbandonato e in balia dei vandali: «Da quando hanno abbattuto il Ferro di Cavallo, tutti i senzatetto e gli spacciatori si sono trasferiti in questa zona», continua Di Zio.
I lavori di demolizione della struttura in cemento armato non spaventano i cittadini. «Ci fidiamo della ditta e se vengono fatti bene per noi non ci sono problemi», dice Mario Marzetti, della falegnameria ex Legno vivo a pochi metri dall’opificio, «era un intervento che aspettavamo da più di dieci anni. È aumentato il passeggio dei malintenzionati che in qualche modo miravano ad entrare nel cementificio. Ora speriamo che tutto questo non accada più».

