I commercianti: serve un piano per rilanciare il turismo in città

4 Marzo 2022

Negozianti e titolari di locali: «Non ci serve una distesa di tavolini se nessuno promuove Pescara» Rapposelli lancia la proposta: suolo pubblico ancora gratis. Scontro sulle ordinanze per la movida

PESCARA. Sono tutti d’accordo i rappresentanti delle associazioni del commercio e gli esercenti: a Pescara serve una buona strategia di promozione. Lo hanno evidenziato ancora una volta ieri mattina. Dopo che a inizio settimana gli esercenti di piazza Muzii sono stati promotori di una serrata di due giorni per protestare contro orari e stop alla somministrazione di alcolici dopo la mezzanotte, ieri il presidente della commissione Attività produttive Fabrizio Rapposelli ha convocato le associazioni in una seduta, con l’assessore al bilancio Eugenio Seccia per mettere sul tavolo proposte e agevolazioni. La prima idea è di valutare «con Aipa, la società che riscuote il canone per l’occupazione del suolo pubblico per il Comune, la possibilità di estendere oltre la fine dello stato di emergenza, le agevolazioni sull’occupazione gratuita del suolo pubblico per gli esercenti», spiega Rapposelli. «Come ci ha ricordato l’assessore Eugenio Seccia, il Comune deve versare ad Aipa circa un milione 800mila euro l’anno, somma che comprende anche il comparto dell’edilizia, dunque occupazioni per ponteggi e cantieri. È chiaro che la frazione inerente il commercio sarà irrisoria».
Qualora il governo dovesse confermare la conclusione della gratuità della tassa dal 31 marzo, una opzione emersa ieri potrebbe essere di estendere a livello comunale l’agevolazione. Se non integralmente, si è ragionato sul far pagare il canone dovuto, ma autorizzare l’occupazione su superficie raddoppiata. «Altra possibilità è di pescare le risorse eventualmente necessarie per compensare la tassa, spostando i fondi dal settore Grandi eventi», va avanti Rapposelli.
«Noi abbiamo bisogno di attirare gente in città», commenta il direttore di Confesercenti Gianni Taucci, presente alla riunione, «e quindi ci penserei molto prima di ridurre i fondi sugli eventi, per compensare una eventuale eliminazione o riduzione della tassa. Si dice che si vogliono avvantaggiare gli operatori, ma poi si emettono ordinanze che dispongono le chiusure a mezzanotte durante la settimana e salta fuori il dibattito legato alla legge che vieta la somministrazione di alcol dopo mezzanotte all'aperto. Credo che sia urgente che questa amministrazione faccia chiarezza».
«È inutile avere una distesa di tavolini se poi non abbiamo i clienti», boccia subito Filippo De Bonis esercente di piazza Muzii. «Sarebbe una manovra che porterebbe solo ulteriore contrasto con i residenti, ma nessun reale vantaggio per le attività. Se avessimo la possibilità di lavorare come si deve, nessuno avrebbe problemi a sostenere il pagamento del canone».
«La movida sta a Pescara come l’acquario sta a Genova», interviene Fabrizio Vianale, direttore di Confartigianato, «dobbiamo capire quali sono gli elementi di attrattività per la nostra città e valorizzarli. Da qui bisogna pensare una strategia che consenta il salto di qualità. Già da tempo, abbiamo chiesto un incontro con l’amministrazione. Attendiamo una data».