I contagi schizzano in alto: sono 4.298

Altri tre morti e nuovi ricoveri. E il virologo Fazii avverte: «Questo è solo l’inizio, in autunno la situazione peggiorerà»
Il virus ha superato il numero dei 4mila nuovi contagi in un giorno. Quanto accaduto ieri in Abruzzo non succedeva dal 25 gennaio scorso, in quella che però era la fase calante dell’ondata pandemica dovuta alla variante Omicron 1. Da mesi infatti non si registravano 50mila casi attivi in regione, né si vedevano 28 pazienti in più in ospedale in appena 24 ore, come accade ora.
Oggi è dominante la sottovariante Omicron 5, ancora più trasmissibile e in grado di reinfettare di tutte le mutazioni precedenti, «i numeri sono destinati a salire ancora, non c’è ragione per cui la spinta possa cessare vista l’elevata trasmissibilità e il ritorno di eventi e affollamenti senza l’uso della mascherina», dice il virologo abruzzese Paolo Fazii, che aggiunge: «Chissà se ci sarà un picco vero e proprio, mentre con i grandi numeri dei positivi crescerà purtroppo anche il numero degli ospedalizzati. In ogni caso mi aspetto un autunno tragico, con il virus che partirà già da numeri alti e sarà facilitato dalla riapertura delle scuole e dal ritorno del freddo e della socialità al chiuso. E poi c’è il possibile arrivo della nuova sottovariante indiana Omicron Ba.2.75, ancora più infettiva della 5, che sta già facendo il giro del mondo».
Ma il primario del reparto di Virologia e microbiologia di Pescara lancia anche un messaggio di speranza: «Dobbiamo però pensare che il peggio è passato: ora c’è il vaccino e il virus si sta mostrando meno patogeno, quindi, nonostante i tantissimi contagi, abbiamo una pressione ospedaliera nettamente inferiore alle altre ondate. Quello che sta accadendo è un decorso normale del virus: si sta rendendo sempre più trasmissibile e meno cattivo. Servirà ancora del tempo, ma un “bisnipote” di Omicron 5 sarà simile all’influenza se non addirittura a un raffreddore». Ma per ora il virus è ancora letale. E ieri in Abruzzo si sono contate altre tre vittime delle complicanze del Covid: si tratta di un 84enne di Montesilvano, una 85 di Colledara e una 95enne dell’Aquila.
CONTAGI DA RECORD
I nuovi positivi segnalati dal bollettino regionale di ieri sono precisamente 4.298. La crescita è ancora vistosa, seppur meno ripida delle settimane scorse: rispetto ai 3.590 casi del martedì precedente, il 5 luglio, l’aumento è stato del 19%. A inizio mese si sono visti anche aumenti del 60%.
I 4.298 nuovi positivi sono stati individuati attraverso 1.689 tamponi molecolari e 13.845 antigenici: ancora molto alto quindi il tasso di positività dei test, al 27,67%. È ancora il Chietino a far registrare più casi: 1.222. A seguire il Pescarese con 982, il Teramano con 931 e l’Aquilano con 865. Ci sono poi anche 128 contagiati trovati ieri in Abruzzo, ma residenti fuori regione, di cui 78 turisti romani. Tra le città abruzzesi, record di giornata per Pescara con ben 357 nuovi casi. Staccate tutte le altre, tra cui Montesilvano (161 nuovi positivi), Chieti (157), L’Aquila (153), Avezzano (117), Teramo (116), Vasto (105), Lanciano (103), Giulianova (69), Ortona e Roseto (64) e Sulmona (61).
BALZO DI CASI ATTIVI E RICOVERI
Al netto dei 1.005 nuovi guariti, i tanti contagi portano a sfondare di nuovo il muro dei 50mila abruzzesi attualmente positivi (sono 50.826 per l’esattezza).
Un dato enorme, che porta a un rialzo anche dei ricoveri. Sono infatti 28 i nuovi pazienti in area medica, dove ora sono assistiti 247 abruzzesi. Scende invece di uno il dato dei ricoveri nelle terapie intensive: ora sono 3.

