I contagi sono saliti a 78 Ora i colpiti sono i giovani

In sei sono stati intubati in Rianimazione. Parruti: «Situazione preoccupante»
PESCARA. C'è una crescita esponenziale di casi di coronavirus in Abruzzo. Anche se la Regione non ha ancora aggiornato i dati ufficiali, gli ultimi test positivi, su pazienti di Pescara, Montesilvano, Città Sant’Angelo e Vasto, portano il totale a 78 persone affette da Covid-19. Il direttore di Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti, della task force della Regione, lancia l'allarme: «Il virus sta colpendo i giovani». Sei, solo a Pescara, le persone intubate, quattro delle quali al di sotto dei 45 anni.
PARLA L’ESPERTO. Di conseguenza l'esperto rivolge un appello ai cittadini affinché restino in casa. Preoccupa in particolare la situazione che si è creata all'ospedale di Penne, dove decine di persone sono rimaste contagiate. Gli unici dati comunicati ieri dalla Regione risalgono al mattino e parlano di un incremento di ventuno casi. Decine i tamponi in corso e di cui si attendono i risultati. Dieci i pazienti in condizioni più gravi ricoverati negli ospedali in terapia intensiva, quarantanove quelli in terapia non intensiva. Gli altri sono in isolamento domiciliare, con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Dall’inizio dell’emergenza coronavirus, il laboratorio di Pescara, centro di riferimento regionale, ha analizzato oltre 400 tamponi. «La situazione è di emergenza», riprende Parruti, «e le persone devono restare in casa. Tutta la popolazione è a rischio patologia seria. Se il contagio non si ferma, la nostra capacità di soccorrere i pazienti sofferenti si va saturando, quindi dobbiamo assolutamente evitare che altre persone si contagino».
QUI PESCARA. Intanto, a Pescara il coronavirus arriva anche in Procura: un rappresentante delle forze dell'ordine è risultato positivo. Nell'ospedale del capoluogo adriatico sono sei le persone ricoverate in terapia intensiva ed intubate, a causa della grave insufficienza respiratoria. Il più giovane ha 37 anni e nessuno dei sei è anziano. Come avvenuto negli ultimi giorni, anche ieri sono arrivati nuovi pazienti di Pescara e provincia per cui si è reso necessario il ricovero. Continua a destare preoccupazione la situazione a Penne, dove anche il sindaco, Mario Semproni, è stato contagiato. Salgono a quota 18 le persone risultate positive nell'ospedale del capoluogo vestino, ormai considerato un focolaio: sono pazienti, medici, infermieri e dipendenti della cooperativa che gestisce i servizi cucina, biancheria e pulizia. Tra questi anche un'infermiera residente a Roccamorice. A Spoltore c'è almeno una persona contagiata, ma si attendono comunque le controanalisi.
QUI L’AQUILA. Sono sei le persone ricoverate all'Unità operativa complessa di Malattie infettive del San Salvatore. Altri cinque casi sono al vaglio degli esperti. Di questi, tre sono considerati a forte rischio e si attende il risultato dei test. Così come si attendono i risultati del nuovo tampone eseguito sulla giovane dottoressa bresciana che, contagiata probabilmente dal fidanzato che vive a Bergamo, era in Abruzzo per sostenere un esame. La giovane sta bene ed è asintomatica, ma per dichiarare la guarigione sono necessari due tamponi con esito negativo. I casi confermati e quelli in corso di verifica riguardano pazienti provenienti dalla Marsica, dalla Valle Peligna e dall'alto Sangro, con il primo caso positivo a Castel di Sangro. Per quanto riguarda il medico di Cerchio, le analisi sulla moglie e sul figlio hanno dato esito negativo.
QUI TERAMO. Sono otto i pazienti risultati positivi. La più grave è la donna 65enne di Castiglione Messer Raimondo, ricoverata in terapia intensiva in Malattie infettive. Altri sei presentano condizioni non critiche. Uno è in isolamento domiciliare: è un funzionario della Regione Abruzzo che, tornato da una settimana bianca in Trentino, ha accusato febbre e tosse. Ricoverato anche un settantenne proveniente da Crema, che si trovava a Giulianova con la moglie, nella casa al mare; non si conosce ancora l'esito del tampone. Circa 50 le persone sottoposta a sorveglianza attiva da parte della Asl. Preoccupa la situazione nella vallata del Fino: due i casi a Castiglione Messer Raimondo e uno a Montefino. I due sindaci, insieme a quello di Castilenti, e anche a nome dei Comuni di Bisenti e Arsita, prima dei nuovi provvedimenti annunciati dal premier Conte, avevano suggerito ai cittadini restrizioni analoghe. In vallata due importanti aziende del territorio – una in cui lavora il paziente di Montefino, l'altra in cui lavora sua moglie – in accordo con i sindaci, hanno sospeso l'attività in via precauzionale.
QUI CHIETI. Nel territorio della Asl Lanciano Vasto Chieti quattro i nuovi casi: si tratta di tre donne e un uomo. Tra questi, una 91enne di Casoli che ha scoperto di essere positiva durante il ricovero nel reparto di Ortopedia dell’ospedale di Lanciano, dove si trovava per una rottura del femore. E' stata poi trasferita a Chieti, in Malattie infettive. Polemiche sulla mancata chiusura del reparto, che è stato però sanificato. Dall'ospedale di Chieti, inoltre, sono stati dimessi due pazienti: in un primo momento erano stati trovati positivi e quindi ricoverati, ma i successivi test hanno stabilito che sono entrambi negativi. Intanto a Vasto i 44 ragazzi del liceo scientifico “Mattioli”, dove insegna un docente risultato positivo, hanno concluso l'isolamento domiciliare fiduciario: nessuno di loro ha manifestato sintomi in questo periodo o è risultato contagiato. Le Asl abruzzesi e la task force istituita dalla Regione sono al lavoro sul cosiddetto tracciamento dei contatti, per individuare tutti coloro con cui i pazienti abbiano interagito, affinché vengano sottoposti ad isolamento domiciliare. In alcuni casi le relazioni epidemiologiche sono poco chiare. Vale a dire che non si conosce l'origine del contagio o con quali persone un soggetto risultato positivo sia entrato in contatto. Proprio per questo tutti rilanciano l'appello a restare in casa.

