I dati: zero contagi, nessun decesso Ma due pazienti si sono aggravati

PESCARA. Insieme a Puglia e Valle d'Aosta, l'Abruzzo è una delle tre regioni in cui non si registrano nuovi contagi. Dai test delle ultime ore non sono emersi casi recenti. Il totale, dopo un...
PESCARA. Insieme a Puglia e Valle d'Aosta, l'Abruzzo è una delle tre regioni in cui non si registrano nuovi contagi. Dai test delle ultime ore non sono emersi casi recenti. Il totale, dopo un riconteggio, scende a 3.342. Così come non si registrano nuovi decessi: il bilancio delle vittimer esta 470. Ma dopo settimane senza casi gravi due pazienti sono stati ricoverati in terapia intensiva a Pescara: si tratta di due persone del focolaio di Chieti. Sempre a Chieti è risultato positivo una dipendente di un negozio del centro commerciale Megalò (vedi il servizio in cronaca di Chieti).
A darne notizia la stessa direzione del centro commerciale, sottolineando che «la persona è a casa, a stretto contatto con la Asl» e che ha già "verificato tutte le possibili catene di contagio ed i contatti stretti". Tutti i negozi del Megalò sono regolarmente aperti. E alla lista si è aggiunto in serata anche un bimbo nigeriano che abita in centro storico a Chieti.
Ma gli attualmente positivi, in Abruzzo, scendono a 109, sette in meno di martedì: la maggior parte delle persone malate, 100 pazienti, sono in isolamento domiciliare. Il numero dei guariti sale a 2.763. «In Abruzzo è ancora obbligatorio indossare la mascherina, anche all'aperto, laddove non sia possibile rispettare il distanziamento sociale», ricorda il primario delle Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti, invitando le istituzioni e le amministrazioni locali, dopo i casi di Chieti, a «rafforzare un minimo la vigilanza, anche solo per far capire che i controlli ci sono». Il fatto che vi siano di nuovo pazienti in terapia intensiva secondo l'infettivologo «dimostra che quando il virus circola trova ospiti più suscettibili: chi ha fantasticato su una riduzione della potenza infettiva ha sbagliato».
Parruti rilancia l'appello alla prudenza. «Che la circolazione del virus non aumenti», afferma, «è sia un bene pubblico sia un bene privato. L'ingrediente principale è il buon senso di tutti, a partire dai singoli cittadini, ma azioni di vigilanza e verifica possono servire per far capire alle persone che non si deve perdere il controllo della situazione». (l.d.)

