«I dializzati dell’ospedale curati in locali fatiscenti»

Penne, denuncia dell’associazione Aned per le condizioni del reparto «Spogliatoi e bagni inadeguati e macchinari obsoleti». Appello a D’Alfonso
PENNE. I dializzati dell'ospedale San Massimo di Penne si sentono penalizzati e bistrattati. L'Aned (Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto) denuncia in particolare una situazione strutturale carente che va avanti da molto tempo: locali inadeguati alla terapia dialitica, con pareti e rivestimenti fatiscenti; l'assenza di una postazione contumaciale per i pazienti HbsAg positivi ed una per pazienti con markers negativi.
Segnalano, inoltre, la mancanza di una postazione tecnica riservata ai trattamenti dialitici di emergenza e l'assenza della distanza minima tra postazioni di dialisi. Come se ciò non bastasse vi sono attrezzature obsolete, uno spogliatoio assolutamente inadeguato, ed un unico bagno per uomini e donne, angusto e senza finestra. «Questa forma di protesta voluta dai dializzati di Penne», spiega la segretaria regionale Aned Eleonora Corona, «potrebbe sembrare flebile e sottovoce a coloro i quali possono permettersi il lusso di incrociare le braccia, di protestare in piazza, presidiare ed interrompere la propria attività anche per giorni e giorni, ma per noi dializzati questo non è possibile perché le nostre vite sono strettamente legate alla macchina della dialisi, per cui il prolungamento della protesta effettuata sarebbe certamente fatale alle nostre già precarie condizioni di salute».
«La sezione dialisi del San Massimo evidenzia problematiche che creano un alto rischio clinico per il paziente stesso. Vogliamo confidare nel sollecito intervento della nostra sanità regionale, affinché adotti tutte le iniziative e misure volte a prevenire ogni situazione di pericolo e di disagio per i malati», dice la segretaria regionale Aned.
L'appello è stato inoltrato anche al presidente della Regione Luciano D'Alfonso, e all’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci. «Non vogliamo creare allarmismi e disagi», conclude Corona, «ma i pazienti sono amareggiati e si sentono umiliati da un continuo rimbalzo di norme e blocchi burocratici di cui non ne comprendono il senso. Da tempo i dializzati si battono per ottenere una sistemazione più consona. Tutta questa situazione rischia di complicare la loro condizione, già particolarmente delicata in quanto sono costretti periodicamente ad attaccarsi a macchinari». Per far sentire ancor di più le esigenze e le necessità dei pazienti dializzati del San Massimo, l'Aned ha organizzato una conferenza stampa per martedì, alle 12, nell’azienda ospedaliera.
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