I familiari dei malati psichiatrici «Pronti allo sciopero della fame»

16 Febbraio 2016

Mamme e sorelle dei pazienti impiegati negli enti pubblici insorgono contro la cancellazione dei fondi «Questi ragazzi hanno bisogno di continuare a lavorare o le loro patologie peggioreranno di colpo»

PESCARA. Sono pronti a tutto, anche a intraprendere uno sciopero della fame se la Regione confermerà la propria decisione di interrompere, dal primo marzo, il finanziamento delle borse lavoro a 300 malati psichiatrici.

Di questi dieci sono impiegati all'interno del Comune di Pescara e i loro familiari annunciano, insieme ai consiglieri comunali Piernicola Teodoro e Massimiliano Pignoli di Scegli Pescara-Lista Teodoro l'intenzione di iniziare uno sciopero della fame se entro pochi giorni non verrà trovata una soluzione al problema. Due mamme e una sorella di questi ragazzi affetti da patologie gravi come i disturbi psichici rappresentano simbolicamente tutte le altre famiglie e, da un lato denunciano i problemi che si verrebbero a creare senza poter più usufruire di questo strumento terapeutico delle borse lavoro e dall'altro raccontano i benefici e i miglioramenti in questi anni di impiego a Palazzo di Città.

«Mio figlio», dice Liliana Di Berardino, madre di un ragazzo di 37 anni affetto da schizofrenia differenziata, «si sentiva inutile ma grazie alla borsa lavoro è tornato a sorridere e a essere felice; sarebbe terribile, se perdessimo questa opportunità. Io devo ringraziare la borsa lavoro perché mio figlio si era ripreso alla grande, aveva avuto dei miglioramenti evidenti. Si rischia che questo ragazzo se la prenda tantissimo, già in questi giorni è molto agitato, nervoso e sente venire meno quella sicurezza che aveva avuto in questi anni. Credo che dovrebbero essere assorbiti nelle varie strutture, questi ragazzi, dopo che stanno dando il meglio nonostante la patologia. Non ci sono nemmeno più le cliniche psichiatriche, dove li mandiamo questi ragazzi? Fa male vedere i figli con queste patologie, ma invece di aiutarli li andiamo ad affossare. Se mio figlio resterà a casa che cosa farà, conterà le mattonelle? Tagliano tutto e alla fine sempre i più deboli ci vanno di mezzo».

«È migliorato molto da quando ha la borsa lavoro», riferisce Anna Forgione, madre di un ragazzo di 39 anni bipolare e affetto da schizofrenia affettiva, «ora da quando ha saputo la notizia sta molto giù di morale e non sa che cosa fare, si sente perso perché prima era seguito. Mi dice che deve trovare un lavoro, ma chi glielo dà se anche il Comune glielo toglie? Stava meglio grazie alla borsa lavoro perché altrimenti si chiude in casa ed esce solo per portare fuori il cagnolino. Con il lavoro aveva dei rapporti e si sentiva importante. Io sono anche sola, se dovessi venire a mancare non so che fine farebbe questo figlio».

«Da quando ha la borsa lavoro», racconta Carla Masciovecchio, sorella di una 55enne affetta da una forma di schizofrenia, «apprezza molto di più la vita e si sente molto più realizzata e stimolata, prima manifestava più pessimismo e svogliatezza. Qui in Comune viene apprezzata e stimata e poi ha anche molta più responsabilità e questo è molto importante. Credo che la sospensione sia del tutto negativa per la salute di questi ragazzi e di conseguenza delle famiglie: la borsa lavoro era uno strumento col quale possono lavorare e sentirsi indipendenti, visto che c'è anche un rimborso. Chiedo che questo strumento venga mantenuto e una maggiore attenzione verso persone che hanno patologie particolari come queste. Poi le borse lavoro danno anche un sostegno economico viste le tante spese per medicinali e consulenze specialistiche».

«La Regione», dice Pignoli, «non intende finanziare più le borse lavoro perché considera questi malati di serie B, ma si sbaglia perché è come se a qualsiasi altro malato venissero tolti i medicinali. Le malattie psichiatriche sono delle vere e proprie patologie. Ci saremmo aspettati un incremento di queste borse lavoro e non tagli. Dal 1° marzo questi ragazzi dove andranno a finire? Chiedo che vengano trovate le risorse e finanziate queste borse, altrimenti saremo costretti a proteste eclatanti. Queste persone ci hanno messo la faccia e andranno avanti».

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