I favori a Marinelli e i suoi regali: la dirigente Asl Petrella non parla

Davanti al gip Di Carlo resta in silenzio anche il funzionario dell’Azienda sanitaria Antonio Verna E domani tocca all’imprenditore della sanità: al setaccio i contratti stipulati dalle sue dieci società
PESCARA. Cambiano gli indagati ma il copione resta sempre lo stesso. Anche la dirigente della Asl di Pescara, Tiziana Petrella, e il funzionario suo collaboratore, Antonio Verna (così come avevano fatto venerdì scorso l’imprenditore Fabio Tonelli e il factotum di Vincenzo Marinelli, Graziano Canonico), ieri mattina si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande del gip Antonella Di Carlo che ha firmato la misura cautelare degli arresti domiciliari per tutti e cinque gli indagati di questa prima tranche della mega inchiesta sulle gare di appalto “pilotate” della sanità. Troppe, in sostanza, le carte da esaminare per poter pensare di rendere un interrogatorio di garanzia “al buio”.
«Sono contestazioni molto approfondite e articolate anche nel dettaglio quelle che vengono mosse alla Petrella», dice il suo legale, Vincenzo Di Girolamo, giustificando la decisione di non rispondere al giudice, «che coinvolgono i singoli segmenti dei procedimenti amministrativi complessi quali appunto le gare in materia di sanità. E per prendere una posizione su questi aspetti, che comunque già stiamo sviscerando, ovviamente occorre uno studio ancora più approfondito di quello che abbiamo potuto fare in questi giorni». Un concetto ribadito anche dal difensore di Verna, l’avvocato Manuel Sciolè. Ma l’avvocato Di Girolamo va oltre: «Da un punto di vista della regolarità dei procedimenti amministrativi, credo che qualcosa potremmo dire nel prosieguo delle indagini».
E mercoledì è atteso dal gip il “bicentenario”, come viene chiamato nelle intercettazioni il personaggio chiave dell’inchiesta, l'imprenditore Vincenzo Marinelli. La sua presenza è in dubbio per questioni di salute, ma anche se dovesse sedersi davanti al giudice, non risponderà, anche perché la sua posizione in questa tranche dell’inchiesta condotta dal pm Andrea Di Giovanni, lo pone al centro di una lunga serie di rapporti corruttivi, in primis con la Petrella, destinataria di numerose regalie in denaro e non solo, con la promessa di farla nominare alla direzione dell’Aric con la presunta complicità della politica e nello specifico di Lorenzo Sospiri, anche lui indagato per turbativa d'asta.
E poi c’è la galassia delle dieci società dell’imprenditore che la procura ha passato al setaccio con la Finanza. Società attive nei vari segmenti della sanità: dalla rappresentanza dei prodotti farmaceutici, al commercio all’ingrosso di articoli medicali ed ortopedici, ai servizi a sostegno delle imprese, alla elaborazione elettronica di dati contabili e via discorrendo fino alla “Marinelli Holding” guidata dalle due figlie Silvia e Cristiana. Società che stipulavano contratti di agenzia con colossi nazionali e internazionali che partecipavano alle varie gare, come appunto le cinque finite nel mirino della procura per complessivi 35 milioni di euro, dando alle società di Marinelli una adeguata provvigione.
E il rapporto stretto con Petrella, come dimostrano i risultati delle indagini, emerge anche dai contatti telefonici tra i due, prima che venissero svelate le intercettazioni. Dal 1° aprile 2018 e fino al 1° agosto dello stesso anno, tra Petrella e Marinelli si registrano 9 contatti; ma da quando Petrella da Chieti passa a lavorare a Pescara nel servizio approvvigionamenti beni e servizi, dal 1° agosto 2018 al 28 marzo 2019, i contatti salgono a 90, oltre ai 184 tra la dirigente e il factotum di Marinelli, Canonico.
E poi ci sono i regali alla dirigente: trolley Louis Vuitton da 1.900 euro (che Petrella dice a una amica di voler rivendere), bottiglie di Kristal, trasloco, giardiniere, tagliaerba e un braccialetto: uno dei 30 acquistati a 700 euro l’uno da Marinelli sotto Natale 2019, da regalare. Ne erano rimasti 15 e Marinelli chiedeva ai collaboratori di ricordargli l’elenco di chi li aveva ricevuti in dono. E tra questi c’era anche il nome della Petrella.
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