I fedeli rilanciano: vogliamo in via Giovi la nuova chiesa

13 Gennaio 2016

Il consigliere Di Stefano si fa portavoce del malcontento dopo il no del Consiglio comunale alla permuta del sito

MONTESILVANO. È davvero impossibile realizzare la nuova parrocchia di Villa Carmine in via Giovi, a pochi passi dall’attuale chiesetta del 1200? A chiederlo è il consigliere comunale Gabriele Di Stefano che ieri mattina ha tenuto una conferenza sul sito concesso dal Comune alla parrocchia Beata Vergine del Monte del Carmelo nel 2008.

Carte alla mano, l’amministratore ha ricostruito l’iter di concessione dei terreni e ha spiegato le ragioni della sua opposizione al progetto di trasferimento della costruenda chiesa in via Verdi. Nei giorni scorsi, infatti, il Consiglio comunale ha bocciato a maggioranza la richiesta di permutare il diritto di superficie del terreno di circa 3mila 200 metri quadrati in via Giovi, con quello relativo a un terreno di circa 3mila 624 metri quadrati in via Verdi. Ad avanzare la richiesta era stato il sacerdote Paolo Lembo, motivando la necessità di cambiare sito con un finanziamento della Cei concesso solo nel caso in cui venisse realizzato un ampio complesso parrocchiale.

All’indomani della fumata nera, che di fatto ha precluso ai residenti del quartiere di poter beneficiare di un idoneo luogo di culto, il consigliere chiede all’amministrazione e agli uffici tecnici di valutare la possibilità di realizzare il nuovo edificio proprio in via Giovi, così come previsto in passato. In particolare, Di Stefano pone una serie di interrogativi: «Esiste un progetto già presentato alla Cei su via Giovi? E se è stato bocciato, quali sono le cause? A detta del parroco, gli ostacoli sarebbero la presenza di una cabina dell’Enel, una leggera pendenza del terreno e il passaggio di una strada comunale, oltre alle ristrette dimensioni del terreno. Tuttavia», spiega il consigliere, «si tratta di piccoli ostacoli che possono essere rimossi senza problemi, così come le dimensioni dell’area disponibile possono essere aumentate senza difficoltà attraverso la cessione di altri terreni comunali, per circa 700 metri quadri, e l’esproprio o la permuta di altre aree adiacenti che porterebbero la dimensione del terreno addirittura a novemila metri quadrati».

A dare man forte all’amministratore sono anche diversi residenti, i quali garantiscono che non si fermerà tanto facilmente la loro battaglia per avere una nuova chiesa in via Giovi, a pochi passi dal luogo dove, secondo la leggenda, la Madonna sarebbe apparsa ai fedeli nel 1468.

«È vero che la piccola chiesa oggi non garantisce l'accesso ai fedeli e ai ragazzi alle funzioni religiose e alle attività ecclesiastiche, oltre a essere inaccessibile per i disabili», riprende Di Stefano. «Così come è vero che la bocciatura della delibera ha messo a rischio l'ottenimento del finanziamento proveniente dalla Cei per la costruzione della nuova chiesa. Per questi motivi, ho protocollato una mozione urgente che impegna la giunta e l'ufficio tecnico a predisporre una norma specifica per i terreni già ceduti alla parrocchia e per le aree adiacenti in via Giovi, anche in variante al piano regolatore generale, che consenta al concessionario di realizzare un complesso parrocchiale nel migliore dei modi».

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