I fedeli si rivolgono al Papa: salvi battesimi e comunioni

6 Agosto 2016

I parrocchiani pronti a organizzare una fiaccolata e a chiedere udienza al Pontefice «Anche il Cuore Immacolato di via Vespucci è santuario, ma ha mantenuto i servizi»

PESCARA. Si preparano a organizzare una fiaccolata e addirittura a chiedere udienza al Papa pur di salvare i servizi parrocchiali e la vita stessa della chiesa del Sacro Cuore che da settembre diventerà santuario, luogo di preghiera con un amministratore, un parroco vicario e sette suore al suo interno. In attesa di conoscere le intenzioni dell’arcivescovo Tommaso Valentinetti, che nell’ambito delle unioni pastorali ha affidato alla chiesa del Mare la proposta pastorale e catechetica e al Sacro Cuore la proposta spirituale e di preghiera, continua la mobilitazione degli operatori che animano da anni la chiesa più centrale della città aperta al culto dal 1910.

«La nostra non è una protesta contro il vescovo», tengono a sottolineare, «contro il santuario e quello che vuole fare l’arcivescovo, ma è una protesta contro quello che vuole togliere. Vale a dire i servizi parrocchiali, a partire dal catechismo, le prime comunioni, i battesimi e il gruppo scout. Una decisione che, togliendo i bambini e i loro genitori al seguito, contribuirebbe pesantemente a svuotare la chiesa».

Per questo, in attesa di avere un incontro con l’arcivescovo, il gruppo che nei giorni scorsi si è mobilitato partendo da una pagina Facebook che ha aperto il dibattito approfondito poi in una serie di riunioni, rimarca: «Il Sacro Cuore non è una chiesa morta, ma è la Chiesa in cui si sono sempre amministrati un gran numero di sacramenti, é molto attiva anche più di tante altre. È vero, il vescovo ha sempre risposto che parecchi non sono della parrocchia. Come se la Chiesa debba essere chiusa in confini prestabiliti e non aperta a tutto e a tutti».

E proprio a proposito della comunità, Roberto Di Bartolomeo che dirige il coro dei giovani in parrocchia sottolinea: «Si tratta non solo di non fare più catechismo, scout, Acr al Sacro Cuore, ma di abolire, sopprimere un’intera comunità parrocchiale con una sua storia ultracentenaria. Un sacrificio che, a quanto pare, è richiesto per fare spazio al Santuario che avrà un respiro più ampio che abbraccerà tutta la città. Ma lo stesso progetto non è possibile attuarlo insieme alla comunità parrocchiale esistente tramite una Parrocchia-Santuario? Che poi è quello che aveva inteso il nostro vice parroco quando non più tardi di tre settimane fa ha creato una pagina Facebook con il titolo di Parrocchia Santuario Sacratissimo Cuore di Gesù, pagina successivamente cancellata».

«Perché», propone Laura Martinelli, anche lei della parrocchia, «non fare come per il Cuore Immacolato di via Vespucci: anche quello è un santuario ma con i servizi parrocchiali». Potrebbe essere proprio questa l’ultima spiaggia del Sacro Cuore visto che comunque, finora, non esisterebbe alcun documento o circolare, a firma dell’arcivescovo, in cui la trasformazione in santuario del Sacro Cuore coincide con la “soppressione” della parrocchia. In ogni caso un rischio che non vuole correre nessuno tra coloro che frequentano assiduamente e operano all’interno del sacro Cuore . E per questo solleciteranno, anche con una lettera, una risposta di Valentinetti «in attesa di essere ricevuti in udienza».

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