I fondi ci sono, ma i lavori non partono. Il comitato: la chiesa cade a pezzi

CARAMANICO. Continua a crollare il tetto della chiesa di Santa Maria Maggiore, a Caramanico Terme, lesionato dalla nevicata e dagli eventi sismici del gennaio 2017. Dopo quattro anni, a causa dei...
CARAMANICO. Continua a crollare il tetto della chiesa di Santa Maria Maggiore, a Caramanico Terme, lesionato dalla nevicata e dagli eventi sismici del gennaio 2017. Dopo quattro anni, a causa dei reiterati attacchi delle intemperie, va via un pezzo dopo l'altro dell’imponente abbazia di via Verdi, nel cuore del paese delle Terme. Le coperture provvisorie non reggono più. E il Comitato civico per la ricostruzione della chiesa di Santa Maria Maggiore, composto dai giovani di Caramanico, Angela De Stefanis, Carlo Conti e Cristina Parone, rilancia l'allarme: «La chiesa crollerà totalmente, prima o poi. Il Mibact e gli altri enti coinvolti, si devono muovere», sollecitano. Il sodalizio denuncia una gravissima situazione che va avanti da anni, con i ritardi dovuti prima alla burocrazia e poi alla pandemia. Intanto, il tetto perde i pezzi, «esposto com’è alle infiltrazioni d’acqua, mentre all’interno è stata riscontrata un’iniziale falla che rappresenta un gravissimo pericolo per la staticità della struttura, per la quale si teme il peggio», rimarcano i portavoce dell’associazione che sollecitano il Mibact, segretariato regionale per l’Abruzzo, la Soprintendenza archeologia Belle Arti e paesaggio Chieti-Pescara, «a fare presto». Come? Ripartendo dall’affidamento dei lavori per la progettazione dei restauri, il cui bando doveva uscire a giugno 2020. E invece, nulla si è mosso anche a causa degli stop imposti dall’emergenza sanitaria, ancora in atto. «Lo stallo della procedura continua a suscitare sconcerto nell'associazione e in tutta la comunità caramanichese», sottolineano De Stefanis, Conti e Parone, «sollecitiamo l’attuazione dell’iter burocratico sotteso alla realizzazione dei lavori di ricostruzione del tetto, finanziati dal Cipe ormai da circa tre anni per un importo di 1 milione e mezzo di euro. Le reiterate segnalazioni fatte dal Comitato (e dal sindaco di Caramanico, Luigi De Acetis ) ai sopracitati organi di competenza, in quest’ultimo anno, sembravano aver colto nel segno quando lo scorso 19 ottobre 2020 il segretariato regionale per l'Abruzzo, con determina numero 65, affidò l’incarico della progettazione definitiva ed esecutiva a un libero professionista, stabilendo il termine di novanta giorni per il deposito degli elaborati per l’indizione della gara, decorrente dalla data di conferimento dell'incarico, da formalizzare con scrittura privata». E invece, «a tutt’oggi», si rammaricano i giovani del comitato, «del progetto esecutivo non vi è traccia e ci si chiede quanto tempo si dovrà ancora attendere prima che i lavori di consolidamento e restauro della chiesa vengano finalmente realizzati».

