I genitori alle Iene: noi ci fidavamo di Furgiuele

1 Maggio 2018

SAN GIOVANNI TEATINO. Sono tornate le Iene a Sambuceto, per un servizio dedicato alle piccole vittime dell’allenatore orco che invece di insegnare ai bambini i valori dello sport li stuprava. La...

SAN GIOVANNI TEATINO. Sono tornate le Iene a Sambuceto, per un servizio dedicato alle piccole vittime dell’allenatore orco che invece di insegnare ai bambini i valori dello sport li stuprava. La vicenda orribile di Riccardo Furgiuele, coach di baseball arrestato per pedofilia, un uomo di 52 anni che tutti in paese conoscono, e l’inquietante storia degli abusi brutali perpetrati per anni su minori dai 6 ai 13 anni è andata in onda domenica nella trasmissione tv di Mediaset. La Iena Matteo Viviani ha intervistato alcuni genitori e il fratello di tre dei nove bambini caduti nella trappola perversa del mister accusato di pedofilia.
Nel programma il nome di Furgiuele non è mai stato fatto. Arrestato a marzo 2017, a seguito di indagini condotte della squadra mobile di Chieti, dopo la denuncia presentata da una mamma che vedeva suo figlio troppo cambiato, con scatti d’umore improvvisi e aggressivo, l’uomo è stato rinviato a giudizio un mese fa per violenza sessuale aggravata e dopo un anno di detenzione nel carcere di Madonna del Freddo si trova adesso agli arresti domiciliari a casa della madre, a Sambuceto, in attesa del processo. L’ormai ex allenatore ha sempre respinto ogni accusa. Nel procedimento penale a suo carico si sono costituiti parte civile, oltre alle famiglie delle vittime, l’Asd Baseball Chieti e la Federazione Italiana Baseball. «Parliamo di rapporti sessuali completi con un bambino di 6 anni e mezzo», si è aperto con queste parole sconvolgenti, ripetute con la voce rotta dall’emozione, quasi in lacrime, davanti alla Iena Viviani e alle telecamere, dalla mamma di uno di bimbi abusati, molestie e violenze subite dal piccolo fino a quando aveva 13 anni. Nel servizio delle Iene i genitori intervistati hanno ripercorso l’orrore vissuto dai figli, storie di infanzia violata, bambini stuprati da una persona considerata di fiducia. Un uomo che tutti stimavano in paese, sposato con un figlio, rappresentante di telefonia con l’hobby del baseball, al quale le mamme e i papà affidavano tranquillamente i figli per partite e allenamenti. Una fiducia che non si è incrinata nemmeno quando nel 2011 arrivò la prima denuncia per presunti abusi su ragazzini della squadra di baseball. Il caso fu subito archiviato e tutti pensarono a un errore. Le violenze ripresero, tutti i giorni, senza che nessuno se ne accorgesse. L’orco violentava i bambini a casa di sua madre, in camera da letto, dove oggi sta scontando gli arresti domiciliari. Gli abusi avvenivano in hotel durante le trasferte e anche al bar del campo degli allenamenti, dove è stato trovato un materasso. «Attacchi d’ansia, gocce nella borsa, lo psicologo sempre al telefono», la vita di oggi di una delle vittime, profondamente segnata dalle violenze sessuali subite. Il processo contro l’allenatore di Sambuceto accusato di pedofilia comincerà il 27 settembre.