I genitori: non promuovete nostro figlio autistico

Luigi della quinta accoglienza di un istituto di Pescara non ha concluso gli studi Ma l’ammissione agli esami di Stato equivale alla promozione automatica
L’AQUILA. La storia di Luigi è singolare. Luigi frequenta la classe quinta accoglienza in un istituto di Pescara ed è un ragazzo autistico. A causa dell'emergenza coronavirus ha interrotto il suo percorso scolastico dell'ultimo anno di scuole superiori, che non potrà completare. Ma la scuola ha deciso di ammetterlo comunque all’esame e questo, nel suo caso, comporterà la promozione automatica. Come conferma il presidente dell'associazione Autismo Abruzzo onlus, Dario Verzulli, secondo il quale questa ammissione d’ufficio ha il sapore «di una beffa, cancellando il diritto all'inclusione scolastica».
IL CASO. Così i genitori di Luigi, di cui non forniamo le generalità a tutela della privacy, hanno preso carta e penna e hanno scritto a tutti i soggetti interessati alla vicenda, il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, l'Ufficio scolastico regionale dell'Abruzzo e il dirigente scolastico dell'istituto pescarese frequentato dal ragazzo per chiedere la non ammissione agli esami di Stato del figlio. «A causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19», spiegano nella lettera, «non ha completato il percorso formativo previsto dal piano educativo approvato dal consiglio di classe. Qualora fosse necessario proponiamo la convocazione del gruppo H di istituto, per ribadire la scelta della non ammissione, già assunta nella prima riunione». Per Luigi «ripetere il quinto anno è un atto inclusivo, in quanto avrebbe la possibilità di concludere il percorso educativo nell'anno scolastico successivo».
RIPETERE L'ANNO. I genitori del ragazzo chiedono con forza che Luigi ripeta l'anno, nonostante le indicazioni nazionali del ministero dell'Istruzione, «in quanto», sostengono, «non ha potuto avvalersi, in modo significativo ai fini del proprio apprendimento, della didattica a distanza, sia per le condizioni personali, come da diagnosi funzionale, che per le difficoltà nell'uso delle risorse digitali, nonché per il disagio psicofisico causato alla condizione di isolamento forzato dall'ambiente scolastico e dai rapporti interpersonali con gli altri studenti e i dicenti. Inoltre, se verrà promosso», evidenziano nella lettera i genitori, «non potrà usufruire del piano degli apprendimenti personalizzato, previsto nell'ordinanza ministeriale del 16 maggio scorso concernente la valutazione finale degli alunni per l'anno scolastico in corso. Uno studente del quinto anno, in situazione di handicap, non ha la possibilità di recuperare e con l'ammissione e il superamento dell'esame viene discriminato pesantemente. Luigi non avrà neppure la possibilità di beneficare, in tempi brevi, dell'inserimento nel mondo del lavoro».
DISABILI DISCRIMINATI. «Cosa succederà agli studenti con disabilità?», la domanda che pone Verzulli. «Al momento appare inevitabile la definitiva uscita dal sistema scolastico per effetto dell'ordinanza ministeriale del 16 maggio», evidenzia il presidente dell'associazione Autismo Abruzzo Onlus, «gli studenti con disabilità del quinto anno verranno ammessi agli esami d'ufficio e promossi o, meglio dire, "liquidati" da attestazioni specifiche. A nessuno sembrano interessare l'effettivo percorso didattico svolto e le difficoltà affrontate per l'emergenza coronavirus».
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