I giovani in delirio per Emmanuel Cambiamo la politica

24 Aprile 2017

Nel quartier generale del vincitore si canta la Marsigliese «Col vostro aiuto avremo una maggioranza di facce nuove»

PARIGI. L’entusiasmo è esploso quando le 20 erano passate da nemmeno un minuto, con il primo exit poll che ha attribuito a Emmanuel Macron il primo posto davanti a Marine Le Pen. Un’esultanza spontanea, contagiosa, segnata dalle grida di vittoria e dagli abbracci tra vicini che si erano conosciuti nella comune militanza oppure soltanto poco prima, all’ingresso del grande padiglione del palazzo dei congressi alle porte di Parigi in cui il leader di “En Marche!”, il movimento nato soltanto tredici mesi fa, ha convocato i suoi simpatizzanti. E scandita poco più tardi dal canto della Marsigliese, ritmato dallo sventolio delle bandiere: quelle europee, a differenza dei grandi meeting della campagna elettorale, stavolta erano in minoranza, confuse fra i tricolori rosso-bianco-blu distribuiti all’ingresso, assieme alle magliette colorate con gli slogan “En Marche!” o “Macron président”.

«Abbiamo cambiato la politica francese» ha esordito Macron una volta arrivato, dopo aver ringraziato i militanti che lo hanno più volte interrotto con gli applausi e gli slogan “On va gagner!”, “Vinceremo”. «È un onore che il popolo francese mi abbia fatto arrivare in testa al primo turno, e voglio essere il presidente di tutti. Noi saremo la Francia dei patrioti, contro quella dei nazionalisti» incarnati da Marine Le Pen.

Macron è convinto di aver «ascoltato il desiderio di cambiamento» della Francia, ma sa che la vera battaglia inizia domani, contro un’altra idea di Francia, quella del Front National: «Bisogna continuare fino in fondo per aprire una pagina nuova, in cui finalmente ciascuno potrà avere il suo posto». «Con il vostro aiuto, costruirò una maggioranza di facce nuove» ha poi aggiunto, prima di toccare il tema dell’Europa, che va «rafforzata e resa migliore»: parole che hanno suscitato l’ovazione della sala. «Avete dimostrato che nel nostro Paese non c’è nessun fatalismo, ed è grazie a voi che vinceremo», ha concluso Macron prima di essere sommerso dai simpatizzanti che volevano toccarlo o semplicemente incrociare il suo sguardo. Un migliaio i sostenitori dell’ex ministro dell’Economia che hanno iniziato a riempire il grande padiglione del palazzo dei congressi a partire dal tardo pomeriggio, in attesa festeggiare con il loro beniamino: alcuni arrivati da Parigi, altri da più lontano, tutti entrati dopo una lunga fila ritmata dall’eccitazione per l’attesa di una serata storica e dalla pazienza davanti ai controlli, più stretti che per entrare in un aeroporto: doppia perquisizione, e badge colorato e numerato. In maggioranza giovani e giovanissimi, felici di partecipare all’affermazione di Emmanuel, come lo chiamano.

Macron è stato l’ultimo candidato a parlare. L’attesa si è consumata sulle note del “po-po-po-po” diventato la colonna sonora delle grandi vittorie. Tra la folla non sembrano esserci dubbi: Macron sarà il prossimo presidente. «Vincerà perché ha un progetto nuovo, non solo perché gli altri hanno fatto appello a votarlo» dice Jean. E ne sono convinti pure Nicolas e Marine, arrivati da Reims: «Marine Le Pen non può vincere, sono in troppi che hanno paura di lei, in tutta la Francia. E Macron non è solo una speranza, ma è la realtà, e noi siamo orgogliosi di lui».

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