I lavoratori Mediaworld si preparano allo sciopero

Città Sant’Angelo. Clima pesante tra i 300 dipendenti dei punti vendita abruzzesi dopo la comunicazione dell’azienda di chiudere i due negozi di Milano e Grosseto
CITTA’ SANT’ANGELO. Nel 1995 il punto vendita di Città Sant’Angelo fu il sesto negozio Mediaworld aperto in tutta Italia. Un primato rivendicato con orgoglio dai 300 dipendenti abruzzesi che oggi sono distribuiti nei sette punti vendita di Città Sant’Angelo, San Giovanni Teatino, Chieti, L’Aquila, Avezzano, Teramo e Colonnella, soprattutto oggi e che si preparano ad aderire allo sciopero nazionale proclamato dai sindacati per sabato. Uno sciopero indetto da Filcams, Fisascat e Uiltucs dopo che lo scorso 16 febbraio il gruppo Mediamarket ha annunciato la chiusura dei due punti vendita di Milano e Grosseto; l’eliminazione della maggiorazione domenicale del 90 per cento (riconoscendo solo il 30 per cento previsto dal contratto nazionale di lavoro) dal prossimo primo maggio, e il trasferimento da una sede a un’altra in Lombardia.
«È solo l’antipasto», esordisce Lucio Cipollini, responsabile regionale di Filcams Cgil, «perché nell’incontro del 16 febbraio l’azienda si è detta in perdita di 17 milioni di euro, manifestando la volontà di rendere tutti i punti vendita economicamente sostenibili e precisando che ciò si è determinato perché un maggior numero di negozi ha registrato un andamento negativo rispetto all’anno precedente. Ma se dicono che vogliono riportare tutti in equilibrio è chiaro che in questa operazione rientrerà sicuramente qualche punto vendita abruzzese dove sarà riscontrato l’esubero di personale. D’altra parte l’azienda tre anni fa ha licenziato già 900 dipendenti ed è anche questo che rende il clima ancora più caldo tra i lavoratori».
Un clima pesante, come dice il sindacalista, che in Abruzzo riguarda circa 300 famiglie cresciute proprio grazie all’occupazione offerta dal gruppo Mediamarket in tutti questi anni. E adesso che l’azienda ha ripreso a stringere la cinghia la paura, tra i dipendenti, è sentita e tangibile.
«È necessario esserci tutti», esorta Cipollini, «stiamo ancora valutando dove fare la manifestazione regionale di sabato, quasi certamente davanti alla sede di San Giovanni Teatino, ma è importante esserci e scioperare, perché dopo le notizie che l’azienda ha comunicato il 16 febbraio, d’ora in avanti possono scaturire solo altre brutte notizie. In Abruzzo, che vanta il primato del punto vendita di Città Sant’Angelo, tra i primi sei aperti in tutta Italia, ci sono lavoratori ormai in avanti con l’età, di difficile ricollocazione. Eventuali decisioni dell’azienda, che potrebbero arrivare, visto il cammino intrapreso e le motivazioni espresse, rischiano di mettere in ginocchio intere famiglie». (s.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

