I lavoratori non pagati fanno sciopero

16 Marzo 2016

Dopo un anno di promesse non mantenute, i dipendenti della Maiella e Morrone si fermano e venerdì invadono la Regione

ALANNO. Mancano due giorni al primo sciopero dell’azienda speciale Maiella e Morrone: per un giorno, venerdì, i 63 dipendenti si fermeranno e i disabili, gli anziani e i minori disagiati di 16 comuni della Val Pescara resteranno senza assistenza. Il prefetto Francesco Provolo è stato informato dello sciopero. Ormai, è da più di un anno che i dipendenti sopportano di lavorare senza stipendio: adesso, sono 6 gli stipendi arretrati e a breve diventeranno 7. L’11 marzo dell’anno scorso, il presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso aveva convocato i dipendenti nel palazzo pescarese di viale Bovio per discutere dei nodi irrisolti della Maiella e Morrone: stipendi in ritardo, debiti con Equitalia, possibile liquidazione e affidamento dei servizi sociali a un altro gestore. Un anno è passato e non è cambiato niente: alle 10 di venerdì, i lavoratori si ritroveranno ancora sotto la sede della Regione di viale Bovio, stavolta non per ascoltare ma per protestare. «Nel paese dei balocchi le promesse sono bolle di sapone», dice il manifesto dello sciopero con l’immagine di Pinocchio. Poi, le due richieste dei dipendenti: «Vogliamo il pagamento immediato di tutti gli stipendi arretrati e una soluzione che garantisca continuità occupazione per tutti».

Dopo un anno passato senza trovare una soluzione, sarà un muro contro muro tra dipendenti e Regione: «La vertenza Maiella e Morrone è emblematica», è la posizione di Alessandra Tersigni della Cgil, «cattiva politica più clientelismo più disinteresse verso il sociale più incapacità della classe dirigente regionale. Venerdì “festeggeremo” un anno di bugie».

Sull’azienda speciale, le dipendenti iscritte alla Cgil hanno scritto una lunga lettera: «Agganciandoci all’ultimo lavoro cinematografico di Gianfranco Rosi, Fuocoammare, girato sull’isola di Lampedusa, vogliamo parlare della nostra condizione di operatori del sociale e di quanto incerta e frammentata sia la prospettiva di costruire un contesto sociale organico e unitario. La nostra isola si chiama Abruzzo, l’ambito è il numero 35 Maiella e Morrone. Un ambito in forte sofferenza nella gestione dei servizi sociali, a causa degli ingenti debiti contratti dall’azienda. A gennaio 2015 due Comuni (Tocco da Casauria e Scafa) sono usciti dall’ambito viste le profonde, laceranti criticità insite nella gestione dell’azienda: mancanza di trasparenza e amministrazione tutt’altro che virtuosa, responsabile della creazione di un debito di quasi a 4 milioni di euro. Tali Comuni hanno affidato l’erogazione dei servizi a una piccola cooperativa». Le dipendenti proseguono: «Ricordiamo ai sindaci che non è sufficiente far quadrare i bilanci per essere buoni amministratori: è necessario valutare la qualità della vita attraverso indicatori precisi che misurino l’equità e la sostenibilità dei paesi».

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