I lavoratori non pagati minacciano lo sciopero

PESCARA. Vertenza Maiella-Morrone srl, ieri si è svolto davanti al prefetto di Pescara Francesco Provolo l’incontro tra i sindacati e Cinzia De Santis, la commissaria della Comunità montana Maiella-Mo...
PESCARA. Vertenza Maiella-Morrone srl, ieri si è svolto davanti al prefetto di Pescara Francesco Provolo l’incontro tra i sindacati e Cinzia De Santis, la commissaria della Comunità montana Maiella-Morrone, socio unico della società di servizi. L’incontro è il primo della procedura di raffreddamento avviata dalla prefettura dopo lo stato di agitazione dei dipendenti. Dopo l’incontro di ieri, non è esclusa l’ipotesi di uno sciopero dei servizi sociali nei 16 comuni della Val Pescara serviti dall’azienda speciale. E ieri un altro pignoramento è arrivato a bloccare i conti.
«Il problema nasce dal mancato pagamento di alcune mensilità ai dipendenti», spiega De Santis, «i quali hanno chiesto una procedura di raffreddamento e hanno minacciato uno sciopero, di cui non conosco le modalità. Come commissario della Comunità montana ho spiegato ai sindacati quello che stiamo facendo e che intendiamo fare: entro la fine febbraio saranno pagati altri 2 stipendi, (attualmente gli arretrati riguardano 5 mensilità), nel frattempo abbiamo cercato con Equitalia di agire contro i Comuni che non hanno ancora pagato le loro quote. La società è gravata da forti debiti dovuti soprattutto a contributi Inps non pagati e a Iva pregressa, debiti che tolgono liquidità alla società. E ora è arrivato un altro pignoramento. Faremo una valutazione della situazione e se questa società non potrà fare fronte alla crisi di liquidità l’amministratore dovrà convocare l’assemblea dei soci, quindi il commissario della Comunità montana, per decidere se liquidare la società. Presumibilmente, io come socio rappresentante legale dovrò revocare la convenzione alla Maiella-Morrone e con un bando di gara affidare a terzi la gestione dei servizi, chiedendo la clausola di salvaguardia per recuperare i dipendenti che il nuovo soggetto deciderà di inserire in organico. Noi abbiamo cercato dare tutta la disponibilità, capendo il grosso stress che stanno vivendo i dipendenti».
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