«I lavori? Fateli d’estate»

12 Settembre 2017

Genitori preoccupati, il Marconi ha tra i più bassi indici di vulnerabilità sismica

PESCARA . Arrivano col sorriso stampato sul volto, nonostante la giornata piovosa, qualcuno “svapora” con la sigaretta elettronica, e in un nanosecondo tutti sanno che ci sono quei due del Centro a caccia di interviste.
Ma che cosa ne pensano studenti e genitori di studenti del liceo Marconi, degli indici di vulnerabilità sismica della scuola? A Pescara il Marconi, con il Misticoni- Bellisario, è uno dei plessi con gli indici più bassi. Più è basso l’indice, dice la normativa di riferimento, più la scuola è a rischio, in caso di terremoto. La legge, tuttavia, non stabilisce un indice minimo al di sotto del quale la scuola debba essere chiusa, e così il problema resta in capo ai presidi, ai sindaci, ai presidenti di Provincia. E ieri i certificati non si vedevano in bacheca. «Non conosco ancora bene questa scuola», dice Flaviana Argento, madre di una ragazza appena iscritta all’istituto, «perché è il primo anno che mia figlia la frequenta. Comunque, con tutte le cose che stanno succedendo sarebbe bene poter controllare i certificati per essere sicuri che lasciamo i nostri ragazzi in un posto tranquillo». Samuele Tiraboschi, si dice tranquillo: «Dopo gli eventi accaduti l’anno scorso credo che la scuola sia sicura. Hanno fatto dei controlli». Andrea Marcotullio e Chiara Savarelli hanno un bel sorriso, di quelli che illuminano anche la giornata più uggiosa. «Questa mattina è stata un po’ dura svegliarsi» dice Andrea, «abituati al ritmo dell’estate, ma siamo felici di rientrare a scuola. Però non mi sento tanto sicuro». «Per niente», gli fa eco Chiara. Cosa chiederebbero? «Che la scuola venga ristrutturata in certi punti, e visionata da persone esperte, che venga controllata veramente», dice ancora Chiara. «Mancano i pezzi. I bagni sono senza porte», dice ancora Andrea, «ci sono problemi sui tetti. Non è al top della forma». Raffaella Scardapane, madre di una ragazza quasi quattordicenne, si dice abbastanza sicura. «Ho avuto un bell’impatto», dice, « una bella impressione», ma non è a conoscenza degli indici di vulnerabilità sismica. «No, sinceramente non ero a conoscenza di questa cosa, tuttavia tante strutture in Abruzzo hanno questo problema. Penso che non sia né il primo né l’unico caso». Letizia Marcone, anch’ella mamma di uno studente, si dice abbastanza tranquilla. «Certo», aggiunge, «se ci fossero dei controlli maggiori, soprattutto in alcune classi ai piani superiori sarebbe meglio. Maggiori controlli mi renderebbero più sicura». E per la sicurezza sismica? «È proprio per questo aspetto che non mi sento al massimo della tranquillità, sicuramente. Poi come al solito veniamo rassicurati e quindi andiamo avanti. Non possiamo fare diversamente, ma se ci fossero dei controlli adeguati soprattutto nel periodo estivo quando la scuola è chiusa sicuramente noi genitori saremmo più tranquilli». Adriano Anello, appena tornato dalla Virginia dopo un’esperienza di exchange student si dice molto tranquillo. Ho fatto un anno in America, questo è il mio ritorno nelle scuole italiane e quindi sono molto curioso di cominciare. Dal punto di vista della sicurezza sismica, sinceramente non saprei dire. Comunque sì, i certificati di vulnerabilità sismica andrebbero resi noti». (a.bag.)
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