«I lavori per il dragaggio non subiscano interruzioni»

18 Febbraio 2019

Del Vecchio sollecita l’Autorità di sistema portuale per accelerare gli interventi «Vanno avviate le procedure per utilizzare gli 800mila euro disponibili per il 2019»

PESCARA. Il dragaggio era e resta una priorità per il porto di Pescara, a causa del continuo insabbiamento dei fondali. E i lavori vanno programmati perché i fondi ci sono. Lo ricorda Enzo Del Vecchio, componente del Comitato di gestione della Autorità di sistema portuale (che si occupa del porto pescarese). In una lettera inviata proprio alla Asp di Ancona, e nello specifico a Gianluca Pellegrini (direzione tecnica e programmazione), Del Vecchio fa il punto della situazione sulla progettazione in atto ma fa anche presente la difficile situazione dell’avamporto e della canaletta (inviando delle foto). Nell’avamporto è stato da poco avviato un intervento di urgenza, minimo, per superare l’insabbiamento che si è creato all’inizio dell’anno. Ma a questo lavoro ne dovranno seguire altri, più massicci, come è stato evidenziato nelle scorse settimane. Per la canaletta, invece, non è previsto alcunché. E Del Vecchio si è rivolto alla Asp proprio per sollecitare «le iniziative più immediate e consone, potendo disporre della necessaria copertura finanziaria» per fare tutto il necessario. Per il 2019, infatti, sono previsti 800 mila euro per il dragaggio. Attualmente si sta ancora lavorando per utilizzare i fondi del 2018. «In questi giorni», scrive Del Vecchio, «è stata attivata una procedura d’urgenza per l’avamporto ed è in corso una progettazione/appalto, affidata al Genio civile di Pescara, con fondi a carico dell’Autorità di sistema portuale e della Regione» che hanno destinato rispettivamente a questo progetto 400mila euro e 267mila euro «per il ripristino di fondali adeguati lungo il porto canale dove ormeggiano i pescherecci». Se il Genio civile è concentrato su questo progetto bisognerebbe però attivarsi anche su altri fronti e Del Vecchio ritiene «assolutamente opportuno avviare, se non già attivate, le procedure per l’utilizzo delle risorse stanziate, per garantire le attività di manutenzione dei fondali del porto canale soggette al deposito di materiale». Attività, dice, che «non possono vedere interruzioni». Il problema non sono i fondi, anzi. Del Vecchio ricorda che nel Piano triennale delle opere pubbliche dell’Autorità di sistema portuale è stato individuato «un apposito stanziamento economico proprio per fronteggiare le criticità di insabbiamento».
I nodi del porto sono stati affrontati di recente dal vice ministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi che ha rilevato i ritardi accumulati e deciso di volersene occupare personalmente. (f.bu.)