I magnifici 26 della Fira Quanti saranno famosi?

24 Aprile 2015

Sono partiti con una buona idea e mezzo milione dalla Finanziaria regionale E a luglio nella stazione di Pescara apre uno spazio per chi ha sogni da crescere

A tre anni dal varo del progetto regionale sulle start up, la Finanziaria regionale (Fira) tira le somme dell'attività del fondo "Start Hope" che oggi vanta 26 nuove aziende innovative, nate in territorio abruzzese, e già guarda ad un rifinanziamento e all'apertura di un incubatore per il coworking alla Stazione di Pescara. Mentre arrivano richieste di collaborazione da altre regioni, come Marche e Basilicata.

"Tre anni fa la Regione Abruzzo ha fatto una scelta" spiega Rocco Micucci, presidente della Fira spa "quella di credere nelle start up e lo ha fatto attraverso il supporto e la professionalità di Fira, divenuta il soggetto gestore di un fondo di rotazione di 14 milioni di euro, destinato al capitale di rischio delle piccole nuove imprese innovative. Quando questo percorso iniziò" prosegue Micucci "ci trovammo a dover attuare una rivoluzione culturale prima ancora che imprenditoriale per permettere all'Abruzzo di cogliere l'opportunità legata all'innovazione e acquisire una identità specifica riconoscibile a livello nazionale".

Un'opportunità tradotta appunto nel Fondo "StartHope", fondo di venture capital che ad oggi risulta completamente investito con le 26 start up presenti in portafoglio, un dato che ha consentito al Fondo di essere considerato il primo investitore nazionale nell'anno 2014 con un importo medio investito di circa 500.000 euro prevalentemente nel settore ict e digital, ma prestando attenzione anche alla valorizzazione delle specificità locali legate soprattutto all'agrofood, nonché alle tematiche relative al settore del biotech. Infatti, il maggiore investimento accordato, pari ad un milione di euro, è in favore di una società attiva nella ricerca di terapie antitumorali.

Delle imprese che hanno centralizzato il proprio business partendo dall'Abruzzo, i 2/3 sono start up provenienti da fuori regione, che trasferiscono il proprio know how sul nostro territorio apportando un valore aggiunto in termini sia occupazionali che di Pil, come illustra il presidente Micucci. Inoltre l'80% delle aziende beneficiarie è conforme ai requisiti previsti dalla normativa nazionale in tema di start up innovative, buona parte di esse è coinvestita da Fondi di carattere nazionale e addirittura alcune sono state selezionate tra le protagoniste di Italiarestartsup, evento ministeriale di networking nazionale e internazionale.

Attualmente la Finanziaria regionale è in attesa di un rifinanziamento oramai imminente del Fondo StartHope da parte della Regione, ma ha già dato il via al progetto relativo ai "servizi complementari per le start up". Ed è prevista per luglio l'apertura dello spazio coworking regionale alla Stazione di Pescara, un centro nevralgico metropolitano nonché regionale. Oltre agli spazi fisici distribuiti su 400 mq, a disposizione delle imprese ospitate ci sono anche servizi qualificati come supporto legale, consulenze tecniche e coaching manageriale, un nuovo assetto lavorativo, fatto di interazioni costanti tra professionalità differenti, che offre quindi alle imprese emergenti servizi di networking and contamination, temporary manager e scouting di idee sempre nuove, tutte attività di supporto alle start up che diventano fondamentali nella delicata fase di lancio dell'iniziativa. "La prossimità fisica, realizzata all'interno di uno spazio condiviso e quindi all'interno di una stessa regione" nota il presidente Micucci "genera interazione qualitativa e incentiva la forza di agglomerazione di un luogo, perché interviene sul mercato del lavoro e sugli spill-over del sapere".

Un panorama, quello della cordata di nuove aziende innovative promosse e finanziate in Abruzzo da StartHope, che si traduce quindi in innovazione, crescita del Pil ed anche ricaduta occupazionale per l'economia abruzzese. "Queste start up cercano personale" precisa il presidente della Fira "siano essi giovani preparati e promettenti o lavoratori meno giovani ma capaci e volenterosi, in grado di contribuire alla crescita delle neonate imprese. Ne deriva che a fronte di uno sviluppo di aziende innovative nella nostra regione" continua Micucci "verrà ad incrementarsi l'intero indotto legato all'accoglienza e alla permanenza di queste virtuose realtà sul nostro territorio. Secondo una ricerca effettuata da Enrico Moretti dell'Università della California" aggiunge il presidente "oggi il modo migliore per creare posti per i lavoratori, anche per i meno qualificati, è attrarre imprese innovative con dipendenti altamente qualificati. Come sottolinea la ricerca,per ogni nuovo posto di lavoro ad alto contenuto tecnologico vengono a prodursi cinque nuovi posti di lavoro, frutto indiretto dell'innovazione".