I maturandi: «E ora siamo liberi» Dopo l’esame festa coi coriandoli

Al via le prove per 3mila studenti di Pescara e provincia. Ad accompagnarli, mamme, zie e fidanzati All’Alberghiero c’è chi ha cucinato le ferratelle e al Misticoni spunta un progetto sulla strada parco
PESCARA. Altro che lucine fioche. Per illuminare di notte la strada parco sarebbe meglio una vernice fosforescente che si ricarica con la luce solare. E alla Madonnina manca una pista da skate.
E poi, fuoco ai fornelli per la preparazione, sotto gli occhi degli esaminatori, di cocktail al melone, parrozzo all’Arzente, liquore conosciuto sulla costa dei Trabocchi e ferratelle «che sono diverse dalle pizzelle». Qui si aprirebbe un dibattito di campanile, ma quando la prova finisce e la tensione si stempera. C’è «voglia di libertà» e via a festeggiare in strada con coriandoli e festoni colorati, insieme agli accompagnatori: mamme, zie e fidanzati. Addio a Seneca, Leopardi e Manzoni. All’esame di Maturità in alcune scuole le materie discusse (anche in inglese e francese) sono made in Abruzzo con progetti innovativi calati sul territorio. Più che studenti all’esame di Stato sembrano progettisti che discutono i loro elaborati, preparati con un mese di anticipo, a maggio.
Ieri primo giorno di esame anche nelle scuole pescaresi. Coinvolti circa 3mila studenti in tutta la provincia, che prima di entrare in aula hanno osservato rigorosamente le misure anti Covid: mascherina chirurgica, distanziamento, sanificazione delle mani. La prova scritta, cancellata per il secondo anno consecutivo a causa della pandemia, piace molto agli maturandi perché «ansia e panico si concentrano e finiscono in un giorno». Lanciano coriandoli in aria, che ricadono sul marciapiede davanti alla scuola, i ragazzi della Maturità del liceo scientifico Galilei di via Balilla.
Pietro Simone, 18 anni di Pescara, ha appena finito di discettare, con la commissione esaminatrice di matematica, fisica, teorie della relatività, mafia, guerra fredda e bomba atomica. «No, non voglio fare lo scienziato ma studierò Scienze Politiche o Economia a Milano o Bologna», anticipa il ragazzo che a casa si rilassa suonando il piano e la chitarra. La pandemia «ci ha stravolto la vita, ciò che ci è accaduto non è affrontabile umanamente. La didattica a distanza è stata la nostra prigione mentale» analizza lo studente accompagnato dalla fidanzata inglese Nicole Woolley e orgoglio della zia, Valentina D’Angelo che si lascia sfuggire: «Diventerà una grande uomo».
Al liceo artistico Misticoni di viale Kennedy, Perla Cichella, 23 anni, pescarese originaria di Bucarest, si cinge la vita con la mano. Ha lo stomaco in subbuglio. Sta per entrare nell’arena ed è molto tesa. Ha solo il tempo di annunciare che presenterà un progetto per la realizzazione di una pista da skate nella zona portuale della Madonnina. Accanto a lei, la compagna di scuola, Alexandra Boltiasu, originaria di Craiova, ha appena finito l’esame: «Ho discusso un progetto che riguarda la strada parco», spiega, «una vernice fosforescente che si ricarica con la luce solare e può garantire 10 ore di illuminazione durante la notte». Entrambe sono romene ed entrambe hanno scelto, per il giorno della prova dibattuta attraverso il telefonino, di abbigliarsi con i costumi tradizionali della loro terra d’origine.
La mamma, Lorenza Rotondo, testimone della figlia, Giorgia Giancola: «Non ricordo più nulla», avverte la ragazza di Montesilvano che reca in mano il suo tema, legato «alla rinascita della vita» dopo l’epidemia: una mattonella d’argilla da cui spunta una vera campanula. Insieme a loro, l’amico Alessandro Zannino, tutti e tre emozionatissimi. All’Alberghiero De Cecco, la preside Alessandra Di Pietro e il Covid manager Antonio De Grandis, spiegano che «gli studenti» accolti da rigidissime norme di sicurezza, «sono arrivati emozionati, ma determinati e grintosi». Davanti alla commissione, Pierpaolo Caramanico, 18 anni di Pratola Peligna, fa sfoggio di tutta la passione per le ferratelle «che sono diverse dalle pizzelle» e i ravioli col polpo e ricotta di pecora, cucinati all’istante: «Questo esame ci permette di far conoscere i prodotti spettacolari del nostro Abruzzo». Che sta per lasciare, perché ha già in tasca un biglietto per Cesenatico dove lavorerà come aiuto cuoco al Riz. Melania D’Angelo, 18 anni di Francavilla, ha illustrato cocktail alla frutta col tuorlo d’uovo in inglese e francese. Così farà anche l’amica del cuore «siamo cresciute insieme» Maria Spadi che sosterrà la prova d’esame la prossima settimana. «Oggi ci facciamo forza a vicenda», poi, insieme, diventeranno bartender e racconteranno le tipicità abruzzesi all’estero.

