I medici: bene l’uscita dal commissariamento Ora bisogna investire su strutture e personale

11 Luglio 2017

PESCARA. Bene per quanto riguarda i risultati ottenuti sull’uscita dal commissariamento e sul riordino della rete ospedaliera, ma se non interverrà ora con un rilancio il giudizio potrebbe volgere al...

PESCARA. Bene per quanto riguarda i risultati ottenuti sull’uscita dal commissariamento e sul riordino della rete ospedaliera, ma se non interverrà ora con un rilancio il giudizio potrebbe volgere al negativo. È questa la posizione dell’Anaao, il sindacato regionale dei medici ospedalieri, intervenuto per fare un check up ai primi tre anni del governo D’Alfonso, relativamente alla Sanità. «La Sanità», spiega Filippo Di Gianfelice, segretario regionale dell’Anaao, «ha vissuto l’uscita dal commissariamento e l’applicazione del decreto ministeriale 70, riferito alla rete ospedaliera. E l’associazione delle due cose ha rappresentato un grosso problema, perché ha significato un taglio alla Sanità e la riduzione dei posti letto. L’Anaao, su questo, si è opposta a livello nazionale, ma poi ci siamo dovuti confrontare con la realtà abruzzese, e diciamo che siamo stati i primi della classe, sia perché siamo stati i primi, in Italia, ad uscire dal commissariamento, sia perché siamo stati i primi, in Italia, ad applicare il decreto Lorenzin. Pertanto noi diciamo che il governo D’Alfonso ha fatto bene per il già fatto. Ma se non riprendono i finanziamenti per le strutture più efficienti e se non si sblocca il turn over, il giudizio potrebbe diventare estremamente negativo», osserva Di Gianfelice. L’uscita dal commissariamento è ricordato anche da Walter Palumbo, medico e coordinatore regionale dell’Intersindacale sanitaria abruzzese, rappresentativa di 13 sigle e 2500 iscritti; ma sulla «qualità delle prestazioni c’è un po’ da rivedere la riorganizzazione della rete ospedaliera, che ancora non è stata codificata bene». Altra criticità, per Palumbo è la medicina sul territorio e la prevenzione , «che, purtroppo, negli anni del commissariamento, non hanno potuto rispondere ai bisogni dei cittadini».
Vito de Luca