I medici chiedono i concorsi Asl

20 Aprile 2019

Più personale negli ospedali, scende in campo Grimaldi presidente dell’Anaao

TERAMO . «Aumentare le risorse per il personale e fare subito i concorsi». È l’appello che Alessandro Grimaldi, segretario Anaao Assomed Abruzzo, rivolge ai manager delle aziende sanitarie locali della regione, e al nuovo governo regionale, «ricordando a tutti i rappresentanti coinvolti», afferma, «che da qui alla fine dell’anno, se i 4 miliardi di euro di spending review previsti nella finanziaria nazionale saranno confermati, c’è il forte rischio di un nuovo blocco delle assunzioni e del turnover». Le Asl abruzzesi, secondo Grimaldi, devono rapidamente presentare, se non l’hanno ancora fatto, i piani delle assunzioni per l’anno in corso e per il 2020. «Occorre inoltre snellire le procedure concorsuali, soprattutto per ciò che riguarda la nomina dei componenti le commissioni, e aumentare le risorse per il personale», aggiunge. Il blocco del turnover, sottolinea, «è un rischio assolutamente da evitare dato che, come ormai è noto a tutti, la sanità pubblica vive in Abruzzo una situazione quasi paradossale, con vuoti di organico che potrebbero riflettersi negativamente sulla qualità delle prestazioni e sulla stessa salute dei cittadini. La programmazione del personale si fa sulla base di atti aziendali, in questi anni frutto di parti sempre molto laboriosi, e il rischio che stiamo correndo è quello di perdere tempo prezioso, con la conseguenza che molti giovani potrebbero, in assenza di concorsi, migrare verso regioni più organizzate e gli organici continuerebbero a impoverirsi a causa della scelta di molti colleghi di andare in pensione con quota 100». Secondo Grimaldi, occorre agire subito «per evitare che in alcuni ospedali abruzzesi saltino interi reparti per mancanza di specialisti. Anche la recente abolizione del tetto di spesa del 2004 potrebbe risultare penalizzante per le regioni del centro-sud poiché ora si fa riferimento alla spesa storica degli ultimi anni, ovvero di un periodo in cui molte regioni (come l’Abruzzo) erano ancora soggette al piano di rientro. Nel nostro caso, ad esempio, aumentare la capacità di spesa del 5% rispetto al 2018 non servirebbe a colmare il fabbisogno di medici». (c.s.)