I medici del 118 tornano all’attacco

16 Gennaio 2021

Nessuna risposta dalla Regione per il riconoscimento del contratto di lavoro

PESCARA. Sono passati due mesi da quando i medici convenzionati del 118 delle quattro Asl abruzzesi hanno manifestato a Pescara, davanti la sede dell’assessorato alla Sanità, per protestare contro la decisione della Regione di escluderli dalle premialità concesse al resto del personale sanitario per il lavoro portato avanti nel periodo del lockdown della scorsa primavera a causa dell’emergenza Covid. Da allora, però, non è cambiato nulla. «Siamo ancora in attesa di essere convocati dall’assessore Verì. Nonostante le ripetute richieste inviate tramite Pec per avere un incontro, non abbiamo ricevuto nemmeno una risposta», dice la dottoressa Roberta Orsini. Sono un’ottantina i medici convenzionati rimasti esclusi dal bonus Covid, che invece è stato riconosciuto ai circa mille dipendenti delle quattro Asl: «Non solo medici, infermieri e operatori socio-sanitari, ma anche impiegati e amministrativi che durante il lockdown sono rimasti a casi lavorando in smart working», osserva Orsini. «Non vogliamo sminuire l’operato di nessuno, ma non si può negare quello che abbiamo vissuto e continuiamo a vivere sulla nostra pelle da quando è iniziata la pandemia».
La premialità elargita al personale delle aziende sanitarie ammonta a una quarantina di euro lordi a turno ed è limitata ai mesi di marzo e aprile dello scorso anno. Ma le rivendicazioni non hanno a che vedere solo con il trattamento economico. I medici lamentano di vivere una situazione discriminante anche sotto il profilo dei diritti e della sicurezza sul lavoro: «Se ci ammaliamo, non ci spetta nemmeno la malattia, perché il nostro contratto non la prevede e così siamo obbligati a utilizzare i giorni di ferie. Lo scorso anno, nel primissimo periodo dell’emergenza, fummo costretti a comprare di tasca nostra anche i dispositivi di sicurezza». La Regione, dicono i medici, non ha mai formalmente spiegato loro i motivi del mancato riconoscimento del bonus. «Eppure», osserva la dottoressa Orsini, «altre regioni, come la Puglia e la Campania, lo hanno concesso. Continueremo a chiedere all’assessore Verì, ma non ci saranno altre mobilitazioni come quella di novembre. Ci sembra umiliante dover protestare per elemosinare ciò che dovrebbe spettarci di diritto».
(ro.ciu.)